I misteri della rete…
Per venirne a capo occorrerebbe la versione originale: nel dubbio, pubblico entrambe le traduzioni (anche perché tra “mi hai dimenticato” e “ti ho perduto” c’è una bella differenza).
SENZA UNA DATA DA RICORDARE
Senza una data da ricordare
né un luogo ben preciso da indicare
ecco che arriva la dimenticanza.
Silenziosa
come un morto che galleggia sul fiume,
lontana, ineluttabile
come può essere solo il destino:
come un’ampia zona buia,
o una scultura perfetta,
come una faccia senza lineamenti,
senza sguardo. E’ così che arriva.
Si crea una sera, all’improvviso,
lasciandoci stupefatti,
senza un’esclamazione, senza un grido.
Ci rendiamo conto semplicemente che è nata.
E ora mi chiedo:
in quale istante, fra i molti istanti,
in quale giorno, fra i molti giorni
tu mi hai dimenticato?
*
VOLTO IN BIANCO
Senza data memorabile
né luogo preciso
intimamente nasce l’oblio.
Tacito
come il cadavere di un fiume,
estraneo, inevitabile
come il destino:
ombra densa,
statua terminante,
volto disciolto in lineamenti
senza senso, nasce.
Nasce e una sera
di tardivo stupore,
senza giubilo né grido,
si scopre che è nato.
In quale ora delle mie ore
in quale giorno dei miei giorni
ti ho perduto?
Traduzione di Annalisa Saccà
EDUARDO MITRE
Eduardo Mitre nasce a Oruro, Bolivia, nel 1943.
Ha pubblicato libri di poesia, Morada, Mirabilia, Desde tu cuerpo, Razón ardiente, Ferviente humo, Elegía a una muchacha, Líneas de otoño; il saggio Huidobro, hambre de espacio y sed de cielo e l’antologia El árbol y la piedra - poeti contemporanei boliviani.