LETTERA AI POETI
Cari poeti,
se di fama siete in cerca, se vi sentite unici, se vi sentite incompresi in questa terra, mi duole avvisarvi:
non c’è poesia ancora in voi, solo un’abbaglio del vostro ego.
Quando scriviamo, pensiamo che le nostre opere ci appartengono solo perché non abbiamo concezione del tempo.
Noi svaniamo ma ciò che abbiamo creato permane.
La poesia è come il mondo, non appartiene ad un singolo.
La poesia è di tutti.
Fare poesia è come sentire l’ebbrezza della velocità,
come ascoltare la musica, come scoprire il gusto di disordinare ogni cosa.
Se l’assaggi sentirai il sapore della trasgressione e della disobbedienza.
Parlare ed agire senza freni, nient’altro che questo:
mostrare la verità della vita senza paura alcuna.
Per essere poeti non serve studiare,
non serve la cultura, non serve la rima.
Persino la parola non serve,
anche un cane può essere poeta.
Ci vuole solo più udito per la vita…
La poesia è la nostra voglia di comunicare.
Basta anche un gesto… è come regalare un fiore.
Vincetevi e non perderete, cavalieri santi.
l’Audacia e la Verità sono la vostra spada,
la marcia che scandite è Il passo della morte:
seguitemi, e vivrete quanto le parole.
Savio Pagano
