Akkuaria incontra Germain Droogenbroodt

dicembre 12, 2008

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Germain Droogenbroodt è nato a Rollegem, in Belgio, nel 1944. È poeta, traduttore, editore e promotore di poesia moderna internazionale. Insieme ai poeti cinesi Bei Dao e Duo Duo ha fondato un nuovo movimento di poesia, il neosensazionismo. Ha organizzato il festival internazionale di poesia “La Costa Poética”.

È consulente letterario dell'”Encuentro de Poetas del Arco Mediterráneo” e segretario del “Congreso Mundial de Literatura”. Agli inizi del 1998 ha dato avvio su INTERNET al progetto “Conciencia Planetaria”, con la pubblicazione di poesie scritte da famosi poeti di tutti i continenti, per denunciare l’inquinamento ambientale e intellettuale.

Agli inizi del 1998 Germain Droogenbroodt, che ha visitato cinquanta volte l’Estremo Oriente, la cui cultura ha lasciato un’impronta profonda nella sua opera poetica, si è recato per la quarta volta in India, ospite del suo amico e celebre pittore indù Satish Gupta. Da lì si è poi recato in Rajastan, dove ha portato a compimento El Camino (Il Cammino), un ciclo di poesia con elementi filosofici, che ha ispirato non solo il pittore belga Frans Minnaert, ma lo stesso Satish Gupta. Quest’ultimo ha impreziosito l’edizione de “El Camino” con i suoi disegni. Nel 2002 è uscito Amanece el cantor (Sorge il cantore), un omaggio poetico a José Ángel Valente, scritto in castigliano.

Vive e lavora dal 1987 ad Altea, un pittoresco e artistico paese mediterraneo. Per il carattere universale della sua opera – le sue poesie sono state tradotte e pubblicate in 14 lingue – è invitato frequentemente a dare letture e conferenze in paesi come l’Austria, la Repubblica Ceca, la Slovacchia, l’Egitto, la Romania, ecc. e più lontani, come la Corea, Taiwan, il Nepal, il Messico. In Egitto gli è stato conferito il “Dottorato honoris causa” in letteratura, per i suoi meriti come poeta, traduttore, editore di poesia internazionale.

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Germain Droogenbroodt

Lentamente
come si scrive un poema
sorge dal nulla
l’alba
si stacca dal silenzio
e dà luce
appare ovunque il verde
viatico per il sole
che dalla terra
non allontana altra oscurità
se non la notte.

Traduzione di Tiziana Orrù

 


RECENSIONE A SEGRETE STANZE

dicembre 12, 2008

 

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Segrete Stanze, la silloge poetica di Gabriella Rossitto (Edizioni Akkuaria, 2008), ci fornisce uno stimolante spaccato dell’universo artistico di questa artista.

 

Appassionata d’arte – è un’ottima pittrice – e scrittura, la Rossitto ha pubblicato diversi lavori, a partire dalla metà degli anni ’80. Un dato da non trascurare, questo, e di cui tener conto per spiegare la non comune abilità dell’artista nel gestire parole, versi e immagini – queste ultime anche in senso letterale, come vedremo.

 

Il titolo dell’opera rispecchia la sistematica della raccolta, suddivisa com’è nei vari ambienti che compongono un’abitazione. In realtà, tale ripartizione non è affatto rigida. È piuttosto una suddivisione ideale, vista la varietà di temi e prospettive affrontati dalla poetessa.

 

Lungi da me tentare la puntuale disamina di ciascuna poesia. Mi limiterò ad accennare ad alcune situazioni toccate dalla penna sicura dell’autrice: un umanissimo senso di sbandamento di fronte alla vacuità della vita (penso ad esempio all’intensa Indizio), il segreto rimpianto per destini mai compiuti, perfino temi religiosi, affrontati con piglio moderno e versi quanto mai toccanti (Il Primo Natale).

 

Ma c’è dell’altro: ad esempio l’espressione, in squisite forme di grande raffinatezza formale, di un legittimo tedio esistenziale per la ripetitività di certe situazioni esistenziali, spesso di ambientazione domestica. Ed ecco dunque i ripetuti accenni, soffusi di velata ironia, alla cucina (La Torta, Ciambelle) o al tema pirandelliano, di perdurante attualità, della maschera (Bella Copia).

Né mancano l’anelito alla fuga, verso una libertà da riconquistare (Le mie ali), o lo sgomento e la nostalgia, finemente evocati in Suono della Vita e in Prima.

 

L’opera è impreziosita dagli evocativi disegni realizzati dalla stessa autrice. Così come è sua la Klimtiana illustrazione di copertina.

 

Una prova riuscita, non c’è dubbio, che lascia nel lettore un solo rimpianto: quello di dover attendere il prossimo lavoro dell’artista, per gustarne nuove immagini e suggestioni.

LUIGI MILANI

 

 

 


Ultracorpi

dicembre 12, 2008

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