RECENSIONE A SEGRETE STANZE

 

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Segrete Stanze, la silloge poetica di Gabriella Rossitto (Edizioni Akkuaria, 2008), ci fornisce uno stimolante spaccato dell’universo artistico di questa artista.

 

Appassionata d’arte – è un’ottima pittrice – e scrittura, la Rossitto ha pubblicato diversi lavori, a partire dalla metà degli anni ’80. Un dato da non trascurare, questo, e di cui tener conto per spiegare la non comune abilità dell’artista nel gestire parole, versi e immagini – queste ultime anche in senso letterale, come vedremo.

 

Il titolo dell’opera rispecchia la sistematica della raccolta, suddivisa com’è nei vari ambienti che compongono un’abitazione. In realtà, tale ripartizione non è affatto rigida. È piuttosto una suddivisione ideale, vista la varietà di temi e prospettive affrontati dalla poetessa.

 

Lungi da me tentare la puntuale disamina di ciascuna poesia. Mi limiterò ad accennare ad alcune situazioni toccate dalla penna sicura dell’autrice: un umanissimo senso di sbandamento di fronte alla vacuità della vita (penso ad esempio all’intensa Indizio), il segreto rimpianto per destini mai compiuti, perfino temi religiosi, affrontati con piglio moderno e versi quanto mai toccanti (Il Primo Natale).

 

Ma c’è dell’altro: ad esempio l’espressione, in squisite forme di grande raffinatezza formale, di un legittimo tedio esistenziale per la ripetitività di certe situazioni esistenziali, spesso di ambientazione domestica. Ed ecco dunque i ripetuti accenni, soffusi di velata ironia, alla cucina (La Torta, Ciambelle) o al tema pirandelliano, di perdurante attualità, della maschera (Bella Copia).

Né mancano l’anelito alla fuga, verso una libertà da riconquistare (Le mie ali), o lo sgomento e la nostalgia, finemente evocati in Suono della Vita e in Prima.

 

L’opera è impreziosita dagli evocativi disegni realizzati dalla stessa autrice. Così come è sua la Klimtiana illustrazione di copertina.

 

Una prova riuscita, non c’è dubbio, che lascia nel lettore un solo rimpianto: quello di dover attendere il prossimo lavoro dell’artista, per gustarne nuove immagini e suggestioni.

LUIGI MILANI

 

 

 

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