La metà oscura

 

IL TEMA DEL DOPPIO IN LETTERATURA

Frequentato già da Plauto, tra gemelli e agnizioni a sorpresa, il tema del doppio vede il suo pieno compimento in romanzi molto conosciuti, anche perché frequentati dal cinema: Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde, Frankenstein di Mary Shelley.

Nel Novecento, grazie al contributo della psicanalisi, Pirandello e Kafka ne fanno un argomento ricorrente.

 

Il doppio trova una delle più riuscite realizzazioni nel personaggio bifronte Jekyll-Hyde, incarnazione del contrasto tra bene e male insito nell’uomo.

 L’autore, Robert Louis Stevenson, pur appartenendo alla borghesia scozzese e cresciuto dalla madre con una rigida educazione morale e religiosa, è un ribelle per i suoi tempi (nasce a Edimburgo nel 1850). Avvocato mancato, conosce in Francia Fanny Van de Grift, americana separata con due figli, e se ne innamora. Dopo il divorzio di lei, la sposa, nonostante i dieci anni di differenza.

Pare che la prima stesura de “The Strange Case of Dr. Jeckill and Mr. Hyde” sia frutto di un incubo e di tre giorni di lavoro concitato: alle obiezioni della moglie, dopo la lettura, Stevenson montò su tutte le furie e gettò il manoscritto tra le fiamme del caminetto. Dopo altri tre giorni vide la luce la nuova stesura in cui,  seguendo i suggerimenti di Fanny, venne dato ampio risalto all’allegoria.

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Eccone un breve stralcio (tr. Lori-Malagodi).

“Fu nel lato morale e nella mia stessa persona che imparai a conoscere la completa e primitiva dualità dell’uomo: io vidi che delle due nature che lottavano nel campo della mia coscienza, io appartenevo fondamentalmente a tutte e due, anche se avessi potuto giustamente dire che appartenevo o all’una o all’altra; fin da giovane, anche prima che il corso delle mie scoperte scientifiche avesse cominciato a convincermi della possibilità di simile miracolo, mi compiacevo –come in un sogno ad occhi aperti- di adagiarmi nel pensiero della separazione di questi elementi. Se ciascuno, mi dicevo, potesse venire alloggiato in identità separate, la vita potrebbe essere allora sollevata da tutto ciò che ha di insopportabile, il malvagio potrebbe andarsene per la sua strada, liberato dalle aspirazioni e dai rimorsi del suo più probo gemello: e il buono potrebbe percorrere calmo e sicuro il suo elevato sentiero, non più esposto all’onta per opera dell’altro malefico elemento. La maledizione del genere umano consisteva per me nel fatto che questi contrastanti elementi dovessero essere legati insieme, che, nel seno lacerato della coscienza. Questi gemelli dissimili e opposti dovessero sempre lottare.”

ROBERT LOUIS STEVENSON

 

A proposito della “metà oscura”,  dell’orribile Mr. Hyde, vi propongo un corollario dei giorni nostri, frutto della fertile penna di Luigi Milani, giornalista ma soprattutto scrittore, immaginifico ed efficace, che ha trovato in sé anche la voce della poesia.

La poesia Hyde ha vinto il premio OrrorinVersi 2008, organizzato da http://www.scheletri.com

 

HYDE

 

Mia è

la squisita ebbrezza

di notti scarlatte

di pura follia

quando,

da me evaso,

la vita altrui

recido.

 

LUIGI MILANI

 

 

Potete anche trovare il video, sufficientemente inquietante, che è stato realizzato appositamente da Elena Vesnaver, a questo indirizzo:

 http://it.youtube.com/watch?v=3HjuZ5XD_oU

 

Per chi volesse approfondire on line il tema del doppio in letteratura:

http://it.wikipedia.org/wiki/Lo_strano_caso_del_dottor_Jekyll_e_del_signor_Hyde

http://www.letterariamente.it/Archivio/Contributi/ildoppio.htm

http://www.sperimentaleleonardo.it/itinerari/ipertestodoppio/indice.htm

http://www.kultunderground.org/archivio.asp?art=7144

 

Un ultimo accostamento sul tema, stavolta cinematografico: il bene e il male non sono incarnati nella stessa persona ma in due gemelli, resi dalla splendida interpretazione di Jeremy Irons, per la regia di Cronemberg.

imm 

2 risposte a La metà oscura

  1. Luigi scrive:

    Ciao Gabry, complimenti per il post, interessante e stimolante (e grazie per la citazione, con parole che non credo di meritare, della mia poesiola).

    … Dimenticavo: Auguri a te e a tutti gli amici del tuo bel blog! 🙂

    Luigi

  2. Alice scrive:

    Il tema del doppio è un tema che interessa anche scrittori francesi (scusatemi, sono francesista!!!!). Maupassant, per esempio, scrive un racconto ancora oggi rimasto un enigma per molti studiosi e critici a partire già dal titolo: Le Horla. Non c’è, infatti, un’interpretazione unanime e condivisa sul suo significato. Secondo alcuni potrebbe essere “hors-là”, ma non tutti accettano questa idea. Ad ogni modo, resta un racconto abbastanza interessante per chi ama il genere. Ne esistono due versioni, una di queste è scritta sotto forma di diario. Inserisco il link per chi fosse curioso di leggerla: http://web.tiscali.it/culturetin/m/maupassant/horla.htm.
    Ma chi ne avesse voglia può leggerla anche in francese: http://maupassant.free.fr/pdf/horla.pdf.
    Alice

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