GIORGIO SEFERIS

SOGNO

 

Dormo, ma il cuore veglia:

guarda in cielo le stelle, e la barra,

l’infiorata dell’acqua al timone.

 

 

EURIPIDE, ATENIESE

 

Invecchiò tra l’incendio di Troia

e le cave di pietra di Sicilia.

 

Amò spelonche sulla spiaggia, quadri di mare.

Vide le vene umane

come una rete ove gli dei ci predano come fiere:

si sforzò di bucarla.

Ruvido, pochi furono i suoi amici.

Venne l’ora: sbranato fu dai cani.

 

XXIII

 

Ancora un poco

e scorgeremo i mandorli fiorire

brillare i marmi al sole

e fluttuare il mare.

 

Ancora un poco,

solleviamoci ancora un po’ più su.

(trad. Filippo Maria Pontani)

 

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: