QUALE VERITA’

 


La verità è per gli dèi: dal punto di vista umano,

la verità è un ideale a cui possiamo accostarci,

ma che non possiamo sperare di raggiungere.

Bertrand Russell

 

LA MADRE –  Arrivo trafelata. Vorrei nascondermi e invece sono qui, in lacrime, tremo e non riesco a controllarmi, per raccontarle l’ennesimo gesto di follia dell’uomo che un tempo ho amato. Mi picchiava selvaggiamente, mi violentava, non potevo gridare per timore di svegliare i bambini…

 

IL PADRE – …i bambini: dovevo salvarli. Ho fatto tutto per loro. Lei è folle. Non è facile accorgersene. Ha una doppia personalità. Per questo riesce a ingannare tutti. Come potevo lasciarle vedere ancora i miei figli? Lei e i suoi santini! Ne tappezzava la casa, in preda alle furie mistiche e con la stessa facilità li strappava e se ne liberava. I bambini non potevano neanche rivolgerle la parola quando era in quello stato; era capace di picchiarli a sangue, di morderli, dovevo sempre intervenire per strapparglieli dalle mani, li strattonava fino a farli urlare…

 

LA ZIA – …urlare, urlare. Ricordo solo le urla. Ogni volta che andavo a trovarli mi accoglievano le loro piccole voci. O un silenzio innaturale. Ci vorrebbero giorni per fare il resoconto degli orrori a cui ha sottoposto i bambini per anni. Dovevamo salvarli. Solo ora mangiano e ridono, stanno riacquistando la loro serenità.

Li lasciava fuori in terrazza, nudi. Li chiudeva a chiave in uno stanzino e li lasciava gridare fino allo sfinimento. Non preparava loro da mangiare, pensava solo a se stessa, non era in grado di occuparsi di loro…

 

IL MARESCIALLO – …occuparsi di loro? Le sembrava in grado? Non dovrei dire quello che penso, non dovrei avere un’opinione personale, ma credo che l’unica persona da sottoporre a perizia psichiatrica sia lui, non lei. Comunque, devo farle lo stesso queste domande:

-Lei ha mai notato qualcosa di strano? I bambini sono mai arrivati a scuola con vestiti femminili? Si sono mai travestiti in classe? Truccati? Hanno mai mostrato atteggiamenti ambigui? So che le sembra strano, ma la prego di rispondere sinceramente: le sembrava una madre affettuosa quando accompagnava a scuola i figli? È mai venuto a prenderli il marito?

 

LA PSICOLOGA – Il marito afferma che la signora avrebbe voluto una femmina e, non tollerando la nascita di un altro maschio, ha tentato in tutti i modi di realizzare il proprio desiderio forzando i bambini a cose non consone alla loro età e al loro sesso. Ha provocato in loro gravi turbe, ha interferito nello sviluppo della loro personalità, ha deviato il consolidamento dell’identità sessuale.

I bambini appaiono scossi; solo sentir pronunciare il nome della madre li precipita nel panico. I loro disegni esprimono chiaramente tale fragilità. Hanno crisi incontrollabili di pianto…

 

LA VICINA – …pianto. Sì, la notte sentivo il suo pianto. Prima le urla. Poi lui sbatteva la porta e tornava solo al mattino.

La vedevo in piena estate con le magliette a maniche lunghe. Le chiedevo il perché di quell’abbigliamento e mi rispondeva di avere freddo. Ho sospettato subito che all’origine di questa stranezza ci fossero le percosse del marito e non il  freddo.

Ho tentato di parlarle più di una volta, di convincerla a uscirne fuori.

Non esiste un motivo valido per picchiare una donna: tua moglie può tradirti, può essere una prostituta, un’assassina persino, ma niente ti autorizza a toccarla. Non posso giustificare in alcun modo un uomo che fa pesare la sua forza fisica, che la usa per dominare un essere umano, per tenerlo in proprio potere. Lei mi fa pena, vedo che non reagisce…

 

LA MAESTRA – …non reagisce. Solo lacrime. Trema. E’ davanti a me, disarmata. A fatica riesce a parlare. Mi chiede dei bambini. Forse avrebbe voluto vederli, magari per un attimo. Se io fossi in lei? Forse avrei già commesso qualche sciocchezza. Se mi impedissero di vedere i miei figli, io credo che arriverei ad uccidere! Eppure lei è sempre rimasta calma, fino a oggi, e l’ho ammirata per questo.

 

Dal quotidiano L’Isola:

“Si uccide perché  le negano la custodia dei figli. La donna è stata ritrovata ai piedi della scogliera di Montereale. Si pensa a un gesto dettato dalla disperazione. Nessun biglietto”

La lettera fu ritrovata parecchio tempo dopo dall’insegnante, a scuola, ben nascosta nel cassetto dell’armadio. Conteneva un addio accorato ai bimbi da parte di una madre senza più speranza.

 

Potrei dire che ogni analogia con fatti reali è del tutto involontaria.

Questa purtroppo è una storia vera, di ordinaria violenza e follia.

Miriana (la chiamerò così) non si è suicidata, non l’avrebbe mai fatto per non abbandonare i suoi figli: la sua esistenza si è spenta sul selciato, in un vicolo, in una pozza di sangue. E’ stata uccisa, è morta per eccesso d’amore.

Ho scritto queste scarne parole poco prima che accadesse l’evento finale, perché ammiravo la sua forza, il coraggio e la tenacia, ammiravo la sua dignità nel dolore che le scarnificava il cuore. Mi chiedevo se al suo posto avrei reagito come lei, fiduciosa nella giustizia che guardava con i suoi occhi grandi, uguali a quelli del figlio.

Ora mi pare di essere stata una triste Cassandra.

Addio Miriana, e che nessun’altra donna al mondo debba mai vivere ciò che tu hai vissuto.

 

 

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