Guarda l’alba

dicembre 31, 2010

 

 


E’ arrivato!

dicembre 27, 2010

VOCE

dicembre 23, 2010

 

Voce

Natale è un flauto d’alba, un fervore di radici
che in nome tuo sprigionano acuti ultrasuono.
Anche le stelle ascoltano, gli azzurrognoli soli
in eterno ubriachi di pura solitudine.
Perché questo Tu sei, piccolo Dio che nasci
e muori e poi rinasci sul cielo delle foglie:
una voce che smuove e turba anche il cristallo,
il mare, il sasso, il nulla inconsapevole.
Maria Luisa Spaziani


Film di Natale

dicembre 23, 2010

 

Se, anziché leggere un buon libro, a Natale vai al cinema, non puoi aspettarti grandi cose, né puoi lamentarti, uscendo dalla sala, peraltro gremita.

Ma andiamo per ordine.

Woody Allen è un grande narratore, e non tutti sanno raccontare le storie, storie di vita ordinaria o surreale, senza effetti speciali o voglia di stupire. Storie.

Un unico appunto: il topos dello scrittore che “ruba” forse è un po’ troppo frequentato… ma Woody si fa perdonare persino questo!

 

Potresti anche decidere di andare al cinema, a Natale, solo per fare quattro risate, senza contorsionismi cerebrali, indagini esistenzialiste e simili… legittimo, perché no?

Ma sbaglieresti anche lì: niente risate, neanche grasse e volgari, semplicemente sorrisi, a volte stentati.

E se proprio devi scegliere, visto che il Sudafrica di De Sica NON riesce proprio a far ridere, opta per l’improbabile banda degli onesti: almeno il trio fa sorridere, dietro c’è una storia (esile? ma almeno non volgare) e non esci dal cinema convinto che con con gli stessi soldi avresti potuto acquistare un dignitoso tascabile.

Carina l’idea del “cambio di costume” del bigamo al confine.

Amo il cinema, ma a questo punto… sì, meglio leggere in pantofole sulla poltrona preferita.

 

 

 

 

 

 


Premiazione “Emilio Greco”

dicembre 20, 2010

Giunge alla conclusione il premio dedicato alla straordinaria figura di Emilio Greco, Scultore e Letterato.

Il progetto, ideato e promosso da Giorgio Russello, presidente dell’Associazione Italiana Artists & Creatives, ha pienamente soddisfatto le aspettative della  giovanissima associazione, nata nell’agosto del 2009 e dei suoi giovani dirigenti. La manifestazione, sostenuta dal Comitato provinciale di Catania – Settore Cultura – dell’AICS, Ente di promozione sociale, riconosciuto dal Ministero degli Interni, e dall’Associazione Akkuaria, è stata patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Catania, Palazzo della Cultura di Catania, Museo Emilio Greco di Catania, Archivi Emilio Greco di Roma, dal Comune di Sabaudia ed altri.

Il progetto, che ha promosso e valorizzato la figura di Emilio Greco, scultore e letterato catanese noto in tutto il mondo, era principalmente mirato alla realizzazione di una sezione di libri di Autori Contemporanei presso la biblioteca del Museo Emilio Greco a Catania. Dare dignità e luoghi deputati alla cultura è stato l’intento atto a valorizzare quegli autori e artisti contemporanei che difficilmente trovano spazio per esprimersi e condividere il loro operato. Da questo punto di vista un grande plauso va al dott. Tommaso D’Amico, responsabile del Museo Emilio Greco, che ha subito accolto e sostenuto la proposta presentata da Giorgio Russello.

Difatti nella mattinata del 18 dicembre presso i locali del Museo Emilio Greco, in piazza San Francesco è stata ufficialmente inaugurata e aperta al pubblico la nuova sezione che già annovera oltre trecento volumi di poesia e narrativa. I libri in parte provengono dalla partecipazione al Premio e in parte sono stati donati dall’Associazione Akkuaria.

Prima di procedere all’inaugurazione della nuova sezione di libri, la dottoressa Concetta Tiralosi, addetta alla Biblioteca del Museo Emilio Greco ha tenuto una conferenza toccando gli aspetti artistici e letterari di Emilio Greco.

In serata, presso i locali del Palazzo della Cultura di Catania, si è celebrata la consegna dei riconoscimenti a tutti gli artisti che hanno preso parte alle attività collaterali al premio, proposte a partire dal mese di febbraio 2010 e infine sono stati consegnati i premi ai Poeti e Scrittori che hanno preso parte al concorso.

Tra i giovani artisti che hanno preso parte alle attività collaterali svolte durante il corso del 2010 : Tiziana Musmeci, Ezio Scandurra, Rino Caruso e Roman Clarke.

Il Premio Artists & Creatives 2010 “Omaggio a Emilio Greco, Scultore e Letterato” , la cui giuria, presieduta da Vera Ambra, è costituita da Angela Agnello e Gabriella Rossitto è stato assegnato per la sezione di Poesia a:

Prima classificata: “Voli di incertezza” di Antonella Cardella

Seconda classificata: “Fiorisce di luna” di Rita Alessandro Consoli

Terzi classificati ex aequo “Nuovo Viaggio”  di Ivano Bersini e  “Costellazione Gelinda” di Calogero Gueli

Per la sezione di Narrativa: “Prendi le mie mani” di Maria Collina

“Il Gabbiano di Torrefiamma” di Silvia Bellia

“Il quarto cavaliere” di Adriana Di Grazia.

Il premio della Giuria è stato assegnato a:

“Il primo anno in Tribunale” di Santino Mirabella

“You are my angel” di Chiara Forcisi

“L’amore maturo” di Adriana De Vincolis

“Barbara e gli Uomini, questi strani animali ed altri racconti” di Lia Mauceri

“Quando l’alba del tramonto incombe” di Pippo Nasca

“Il Muro dentro. Berlin 1984” di Cinzia Pierantonelli

“Madinat Catania” di Angelo Pulichino

“…dove finisce il mare” di Caterina Carbone

Fuori concorso sono stati premiati il saggio “I due Zoppo di Gangi” di Paolo Ziino e il libro per ragazzi “Sapiensauris” di Giovanna Strano.

 

Fonte: http://www.premioemiliogreco.it/premiazione.htm


JENNUVINENNU – QUANDO LA PAROLA SI FA POESIA E LA POESIA CANTO

dicembre 11, 2010

 

“Jennuvinennu, quando la parola si fa poesia e la poesia canto”

 

Incontro col poeta Alfio Patti

 

 

Introduce Giusy Liuzzo, presidente Archeoclub Catania

 

 

Relatori:

 

Dott. Santo Privitera, giornalista, scrittore

Gabriella Rossitto

 

 

L’incontro si concluderà con una performance culturale-musicale: “La religiosità nella poesia e nelle canzoni siciliane, interpretata e rivista da Alfio Patti”

 

 

Auditorium della scuola “Pizzigoni”

Catania

 

15 dicembre 2010

 

ore 17



JENNUVINENNU

dicembre 8, 2010

 

 

“Jennuvinennu: quando la parola si fa scudo e spada”

di ALFIO PATTI

martedì 7 dicembre 2010, ore 16,30 – Castello di Leucatia, Catania

Relatori:
Angelo Scandurra, poeta, scrittore
Clelia Tomaselli, scrittore, giornalista
Performance di cunti e canti sulla “Giustizia e sonnu” di Alfio Patti

La manifestazione rientra nell’ambito degli incontri promossi dalla Biblioteca Centro Culturale “Rosario Livatino”, in collaborazione con l’Associazione Culturale “Accademia del tempo”.

Ha introdotto la scrittrice Clelia Tomaselli.

Riassumo qui, con le limitazioni del caso, l’intervento di Angelo Scandurra.

“La poesia è simbiosi parola / musica, e ogni parola in poesia deve tradursi in musica.

Potremmo domandarci quale sia il motivo del recupero del dialetto in era tecnologica.

La parola desueta, dissanguata, non basta più, ha perso la forza semantica: per questo ci si rifugia nel linguaggio cifrato, nel dialetto.

Patti gioca con l’intelligenza, avverte, induce alla riflessione. Jennuvinennu, prima o poi, ci dice, qualcosa accadrà, qualcosa dovrà necessariamente cambiare. Sono parole che traducono emozioni, ma soprattutto speranza.

Il libro è scorrevole, forte; poggia su una struttura che, raccontando in modo gioioso e ironico, non afferma in modo assoluto e non prevarica il lettore, il suo giudizio, offrendogli piuttosto spunti e possibilità di riflessione.

Il tutto tramite l’ironia accattivante, cui si aggiunge l’autoironia: l’autore, portatore di intelligenza, diventa portavoce di riflessione per tutti gli altri.

Patti è solare, non ingenuo, è aperto e restio ai sotterfugi –mia nonna mi diceva che bisogna diffidare delle persone complesse, seriose, pervase da negatività.

A proposito della lingua, è da notare l’incisività di alcuni termini, uno fra tutti  malasurtàti.

Ciò a cui deve tendere l’arte che non sia fine a se stessa è farsi frangivento rispetto ai luoghi comuni, alla stupidità banalità inutilità –specie della televisione, dove la parola è stata uccisa, perdendo intensità e vigore.”

Ma è lo stesso Alfio Patti, subito dopo, a fornirci alcune risposte.

“Perché scrivo in dialetto? È una scelta che risale al 1985, anno in cui ho pubblicato  Canti di petra lava. Proprio l’amico Scandurra mi avvertì in quell’occasione  (cu’ t’u fa fari?, chi te lo fa fare?) della limitatezza del dialetto, che rischia di restare circoscritto e perciò poco conosciuto.

Ma i ferri fanu u mastru, si dice, e io ho trovato nel dialetto siciliano uno strumento per fare, controcorrente forse, ma in grado di dare forza alla parola, di restituirle potenza che è speranza. E questo è rivolto soprattutto ai giovani,  che hanno sempre meno valori e spiragli.

Ridere sopra il dramma, dunque, ma colpire, ove necessario.

Sapreste tradurre, ad esempio, in modo efficace stanza scurusa? Stanza buia, in ombra? No, la valenza semantica è molto più ampia e copre un spettro emozionale, perché si può dire che fa scurari u cori, e si va oltre la mera traduzione in questo caso.

Come dicevo poco fa alla collega giornalista Mazzaglia, io sono uno studioso appassionato della lingua siciliana, anzi direi allammiccatu (da alambicco). E bisogna credere in quello che si fa per convincere gli altri. Il mio è un amore profondo, ragionato. Baudelaire dice che la poesia si fa col cervello, non soltanto col cuore. Allo stesso modo non c’è casualità nella mia scelta, ma studio e soprattutto passione.”

L’autore ha poi letto due poesie tratte dalla silloge, A pparrari semu tutti bravi e Jennuvinennu.

A seguire, ha intrattenuto il pubblico con alcuni brani tratti dal suo spettacolo “La giustizia e il sonno”.