VOCE

dicembre 23, 2010

 

Voce

Natale è un flauto d’alba, un fervore di radici
che in nome tuo sprigionano acuti ultrasuono.
Anche le stelle ascoltano, gli azzurrognoli soli
in eterno ubriachi di pura solitudine.
Perché questo Tu sei, piccolo Dio che nasci
e muori e poi rinasci sul cielo delle foglie:
una voce che smuove e turba anche il cristallo,
il mare, il sasso, il nulla inconsapevole.
Maria Luisa Spaziani


Film di Natale

dicembre 23, 2010

 

Se, anziché leggere un buon libro, a Natale vai al cinema, non puoi aspettarti grandi cose, né puoi lamentarti, uscendo dalla sala, peraltro gremita.

Ma andiamo per ordine.

Woody Allen è un grande narratore, e non tutti sanno raccontare le storie, storie di vita ordinaria o surreale, senza effetti speciali o voglia di stupire. Storie.

Un unico appunto: il topos dello scrittore che “ruba” forse è un po’ troppo frequentato… ma Woody si fa perdonare persino questo!

 

Potresti anche decidere di andare al cinema, a Natale, solo per fare quattro risate, senza contorsionismi cerebrali, indagini esistenzialiste e simili… legittimo, perché no?

Ma sbaglieresti anche lì: niente risate, neanche grasse e volgari, semplicemente sorrisi, a volte stentati.

E se proprio devi scegliere, visto che il Sudafrica di De Sica NON riesce proprio a far ridere, opta per l’improbabile banda degli onesti: almeno il trio fa sorridere, dietro c’è una storia (esile? ma almeno non volgare) e non esci dal cinema convinto che con con gli stessi soldi avresti potuto acquistare un dignitoso tascabile.

Carina l’idea del “cambio di costume” del bigamo al confine.

Amo il cinema, ma a questo punto… sì, meglio leggere in pantofole sulla poltrona preferita.