La signorina Giulia

Con la presente, mi permetto di proporvi la prima tragedia naturalistica della letteratura drammatica svedese, e vi prego di non respingerla alla leggera, se non volete pentirvene più tardi, perché, come dicono i tedeschi: farà epoca


Così August Strindberg scrive nell’agosto 1888 all’editore Bonnier, che respingerà l’opera perché troppo scandalosa.
La signorina Julie si svolge nel Midsommarnatten, la notte di mezza estate, notte magica di San Giovanni, occasione rituale di scatenamenti orgiastici, che spinge Julie, la padrona, e Jean, il servo, a sperimentare il superamento di maschile e femminile, ma anche la contrapposizione di classe, lo sconvolgimento dei ruoli, la sperimentazione del diverso.
È un mondo infero, quello che vediamo rappresentato in Signorina Julie di Strindberg, si scende giù per andare nella cucina, regno sprofondato della servitù dove gli alberi si intravedono appena e un raggio di luce del mattino è un’apparizione sacra: l’ora del sacrificio. Julie ha un sogno ricorrente, sogna di voler cadere e sprofondare sempre più giù, giù sottoterra; e questa cucina dove si respirano fumi infernali è una sorta di anticamera dell’inferno o anche dell’inferno che può essere il “teatro della memoria”; ma Julie diviene anche per Strindberg una di quelle attrici/isteriche di un esperimento di ipnosi al cui “spettacolo” aveva assistito a Parigi presso l’ospedale della Salpêtrière per opera di Charcot, e con una singolare seduta di ipnosi, cui l’autore invita a partecipare tutta la comunità degli spettatori, si chiude tragicamente la parabola di Julie.

Nella parte di Julie Valeria Solarino, attrice nata artisticamente a Torino nella Scuola del Teatro Stabile, e che si è affermata come interprete cinematografica lavorando con Giovanni Veronesi, Wilma Labate, Roberto Andò, Alessandro d’Alatri, Mimmo Calopresti, Michele Placido. La signorina Julie è il suo ritorno al teatro. Valter Malosti affronta Strindberg dopo una stagione di successi e un recente Premio Ubu per la regia dello spettacolo Quattro atti profani di Antonio Tarantino nonché il Premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro per la regia ancora per i Quattro Atti Profani e Shakespeare / Venere e Adone.

(dal sito del Teatro Stabile di Torino)

http://www.teatrostabiletorino.it/press.php?action=view&archive=&ID=402

http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2011-01-18/signorina-giulia-august-strindberg-131835.shtml?uuid=AattNq0C#continue

http://it.wikipedia.org/wiki/La_signorina_Julie

http://www.teatrostabilecatania.it/it/cartellone/1/24/182

4 risposte a La signorina Giulia

  1. geo vasile scrive:

    sei proprio brava, carissima Gabriella, è una tua nuova professione oppure una specie di attivismo femminile tipo défense et illustration del destino della donna a partire da Saffo (la prima donna moderna) fino alla rivoluzionaria Giulia di Strindberg….?

  2. gabriellarossitto scrive:

    oh,no! caro Geo, credo proprio tu mi sopravvaluti!
    Ho solo visto questo spettacolo, l’altra sera, e ho voluto radunare un po’ di commenti. Il mio resta inespresso, forse perché è un testo forte, crudo, che non ho ancora elaborato. Nonostante sia datato 1988, lo trovo molto moderno: al di là della disparità di classe, è una riflessione sulla diversità. E su questo tema non si finisce mai di confrontarsi, no?

  3. geo vasile scrive:

    credo che negli ultimi 20 anni go imparato a distinguere le cose amatoriali da quelle professionali: le cose che fai, oer es. ci limitiamo a questi video-commenti, cara Gabriella, doppiate dalla tua sensibilità, ingegno, socievolezza nonché le vaste letture, sono altrettanti motivi a lasciare Catania entro uno, due anni per la Mecca della vera intellighenzia italiana, Roma, Milano, Firenze…io ti vedo consulente editoriale o redattore presso un grande settimanale….te lo auguro di cuore, G.

  4. gabriellarossitto scrive:

    Magari!
    Sarà per la prossima vita, credo!

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