Il nuovo libro di Simona Lo Iacono

settembre 26, 2011

 

Stasera Anna

 

dorme presto

 

di Simona

 

Lo Iacono


lunedì 26 settembre ore 18.00 

 

 Libreria Feltrinelli

via Etnea 285
Catania

 

Massimo Maugeri presenta

STASERA ANNA DORME PRESTO di Simona Lo Iacono

http://www.cavallodiferro.it/catalog/title/?cmd=ext&title_id=112

Due donne. Due uomini.
Quattro diari della stessa, consumata, storia di amore e tradimenti, del me­de­si­mo adulterio, ognuno però scritto da un diverso punto di vista, attraverso sofferen­ze, sacrifici, illusioni personali. Quattro voci che si rincorrono per rac­­contare, ciascuna, un frammento di una verità che a tutti sfugge.

Anna abbandona la Sicilia e le proprie aspirazioni per sposare Carlo, giovane av­vocato dal brillante avvenire, e seguirlo a Roma. Una lacerazione as­se­con­da­ta sperando in un futuro mi­glio­re, in cui poter continuare liberamente a coltivare la sua passione per la letteratura e la scrittura. Ma le cose non vanno come Anna aveva pensato: con Carlo la freddezza cresce fi­no al gior­no in cui lei scopre di Eli­sa, un’in­traprendente av­vo­catessa che, affascinata dal maturo prin­cipe del Foro, ne è divenuta l’amante. A quel punto An­na pro­verà ad andare indietro con la memoria, a riallacciare i fili del­la storia alla ricerca di ciò che sta all’origine di tutto. Ma non lo farà da sola, la accompagneranno la voce di Elisa e quelle di Carlo e Giovanni, suo cugino.
E allora sarà come assistere a un processo in cui ogni ruolo è ribaltabile nell’altro e tutti i punti di vista appaiono le­gittimi, perché si sa che nella vita ognuno di noi è insieme e inevitabilmen­te vit­tima e car­nefice.
In Stasera Anna dorme presto Simona Lo Iacono racconta una storia sull’incapacità di sapersi aprire veramente all’altro, an­che quando lo si ama, e sull’importanza, nella vita e nell’amore, di abbandonarsi completamente

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Reading in dialetto alla libreria Trinacria

gennaio 15, 2011

 


GIORNATA NAZIONALE DEL DIALETTO

gennaio 14, 2011

 

 

In occasione della Giornata Nazionale del Dialetto

il 17 Gennaio 2011 alle ore 17.00

presso la Libreria Trinacria Libri Piazza Giovanni Verga 6/1

si svolgerà un incontro poetico a cura di Vera Ambra

Ospiti:

Ida Giulia La Rosa

Gabriella Rossitto

Lia Mauceri

Mariella Sudano

Natalia Silvestro

Carlo Barbera

Santino Mirabella

 


JENNUVINENNU – QUANDO LA PAROLA SI FA POESIA E LA POESIA CANTO

dicembre 11, 2010

 

“Jennuvinennu, quando la parola si fa poesia e la poesia canto”

 

Incontro col poeta Alfio Patti

 

 

Introduce Giusy Liuzzo, presidente Archeoclub Catania

 

 

Relatori:

 

Dott. Santo Privitera, giornalista, scrittore

Gabriella Rossitto

 

 

L’incontro si concluderà con una performance culturale-musicale: “La religiosità nella poesia e nelle canzoni siciliane, interpretata e rivista da Alfio Patti”

 

 

Auditorium della scuola “Pizzigoni”

Catania

 

15 dicembre 2010

 

ore 17



JENNUVINENNU

dicembre 8, 2010

 

 

“Jennuvinennu: quando la parola si fa scudo e spada”

di ALFIO PATTI

martedì 7 dicembre 2010, ore 16,30 – Castello di Leucatia, Catania

Relatori:
Angelo Scandurra, poeta, scrittore
Clelia Tomaselli, scrittore, giornalista
Performance di cunti e canti sulla “Giustizia e sonnu” di Alfio Patti

La manifestazione rientra nell’ambito degli incontri promossi dalla Biblioteca Centro Culturale “Rosario Livatino”, in collaborazione con l’Associazione Culturale “Accademia del tempo”.

Ha introdotto la scrittrice Clelia Tomaselli.

Riassumo qui, con le limitazioni del caso, l’intervento di Angelo Scandurra.

“La poesia è simbiosi parola / musica, e ogni parola in poesia deve tradursi in musica.

Potremmo domandarci quale sia il motivo del recupero del dialetto in era tecnologica.

La parola desueta, dissanguata, non basta più, ha perso la forza semantica: per questo ci si rifugia nel linguaggio cifrato, nel dialetto.

Patti gioca con l’intelligenza, avverte, induce alla riflessione. Jennuvinennu, prima o poi, ci dice, qualcosa accadrà, qualcosa dovrà necessariamente cambiare. Sono parole che traducono emozioni, ma soprattutto speranza.

Il libro è scorrevole, forte; poggia su una struttura che, raccontando in modo gioioso e ironico, non afferma in modo assoluto e non prevarica il lettore, il suo giudizio, offrendogli piuttosto spunti e possibilità di riflessione.

Il tutto tramite l’ironia accattivante, cui si aggiunge l’autoironia: l’autore, portatore di intelligenza, diventa portavoce di riflessione per tutti gli altri.

Patti è solare, non ingenuo, è aperto e restio ai sotterfugi –mia nonna mi diceva che bisogna diffidare delle persone complesse, seriose, pervase da negatività.

A proposito della lingua, è da notare l’incisività di alcuni termini, uno fra tutti  malasurtàti.

Ciò a cui deve tendere l’arte che non sia fine a se stessa è farsi frangivento rispetto ai luoghi comuni, alla stupidità banalità inutilità –specie della televisione, dove la parola è stata uccisa, perdendo intensità e vigore.”

Ma è lo stesso Alfio Patti, subito dopo, a fornirci alcune risposte.

“Perché scrivo in dialetto? È una scelta che risale al 1985, anno in cui ho pubblicato  Canti di petra lava. Proprio l’amico Scandurra mi avvertì in quell’occasione  (cu’ t’u fa fari?, chi te lo fa fare?) della limitatezza del dialetto, che rischia di restare circoscritto e perciò poco conosciuto.

Ma i ferri fanu u mastru, si dice, e io ho trovato nel dialetto siciliano uno strumento per fare, controcorrente forse, ma in grado di dare forza alla parola, di restituirle potenza che è speranza. E questo è rivolto soprattutto ai giovani,  che hanno sempre meno valori e spiragli.

Ridere sopra il dramma, dunque, ma colpire, ove necessario.

Sapreste tradurre, ad esempio, in modo efficace stanza scurusa? Stanza buia, in ombra? No, la valenza semantica è molto più ampia e copre un spettro emozionale, perché si può dire che fa scurari u cori, e si va oltre la mera traduzione in questo caso.

Come dicevo poco fa alla collega giornalista Mazzaglia, io sono uno studioso appassionato della lingua siciliana, anzi direi allammiccatu (da alambicco). E bisogna credere in quello che si fa per convincere gli altri. Il mio è un amore profondo, ragionato. Baudelaire dice che la poesia si fa col cervello, non soltanto col cuore. Allo stesso modo non c’è casualità nella mia scelta, ma studio e soprattutto passione.”

L’autore ha poi letto due poesie tratte dalla silloge, A pparrari semu tutti bravi e Jennuvinennu.

A seguire, ha intrattenuto il pubblico con alcuni brani tratti dal suo spettacolo “La giustizia e il sonno”.


25 novembre: Giornata Mondiale contro la violenza alle donne

novembre 23, 2010

 

CONTRO LA VIOLENZA

SEMPRE

GLI APPUNTAMENTI IN PROGRAMMA

CATANIA – RIPOSTO – VIAGRANDE

Catania Giovedì 25 novembre 2010

Ore 9.30 Sala Dusmet Ospedale Garibaldi

Piazza Santa Maria di Gesù, 5, Catania

– Saluti del
Direttore Generale Azienda Ospedaliera Garibaldi
Franco Mangiafico, Presidente del CRAL Garibaldi
Vera Ambra, Presidente Associazione Akkuaria

Proiezione del video I Want To Live scritto e diretto da Sara Aguiari

Interventi di:

D.ssa Flavia Panzano, Sostituto Procuratore della Repubblica di Catania
La legge 38/2009

D.ssa Pagano
L’esperienza del P.S. Generale dell’ARNAS

In ricordo di Cettina Barbagallo
Mostra di Pittura proposta dai dipendenti dell’Azienda Ospedaliera Garibaldi

Riposto (Catania) Giovedì 25 novembre 2010

Ore 15.30 Municipio Sala del Vascello

Saluti delle Autorità Comunali

Carmela Raciti, Presidente FIDAPA Giarre-Riposto

Irene Castellini, scrittrice-pianista

Orazio Fresta, Presidente Aics Catania

Daniele Trombetta, Presidente ConfCommerio di Riposto

Perchè? Pagine di dubbi e di… tante speranze
Intervento di Irene Castellini, pianista-scrittrice

Riposto (Catania) Ore 18.00 ex Ostello della Gioventù

– Riflessioni e dibattiti a cura delle Associazioni:

Akkuaria – Artists & Creatives – Centro Biodanza Sicilia – Ethos Viagrande –

51 Pegasi – Lighee – Movimento per il Sud – U.D.U.  – Coordinamento Femminile CGL

La centralità della donna nella società meridionale come modello da promuovere di Antonino Calì, Presidente Movimento del Sud

L’oblio italiano del 25 novembre: media, istituzioni e società civile
di Roman Henry Clarke, Giornalista, fotografo, autore e regista teatrale

L’idea di “sesso debole”
di Basilio Elio Antoci

Un fiore tra i rovi
di Anna Maria Ciccia, Psicoterapeuta, fondatrice Centro Biodanza Sicilia

Voci di Donne della ex Jugoslavia
incontro con Bojana Bratić Ivić, traduttrice

Frammenti al femminile
incontro con la scrittrice Karina Andrea Olivera

Siamo tutti uno
di Antonella Russo, Responsabile per la Sicilia di Humanity’s Team

Cerimonia di Premiazione del concorso Letterario “Donna semplicemente donna

Venerdì 26 novembre 2010 Viagrande

Ore 18 Centro sociale di Viagrande

Interventi di:

Valeria Finocchiaro

d.ssa Federica Guaglairdo, Psicologa

prof. Salvatore Riolo, docente universitario di Dialettologia

PARTECIPANO: Antonio Omero, Poeta; Anna Maria Ciccia, Psicoterapeuta; Antonino Calì, Giurista; Bojana Bratic, Giornalista; Bonny Cultrera Lotà, Scrittrice; Beatrice Gradassa, Poeta; Carlo Barbera, Cantastorie; Dario De Luca, Avvocato; Gabriella Rossitto, Poeta; Gabriele Denaro,Compositore; Irene Castellini, Pianista Scrittrice; Karina A. Olivera, Scrittrice; Letizia Contadino,Cantante; Mariella Sudano, Poeta; Marta Lìmoli, Attrice; Roman Henry Clarke, Giornalista; Sara Aguiari, Scrittrice e Regista; Vera Ambra, Scrittrice

Fiocchi bianchi in sala Dusmet per il 25 novembre metti anche tu il fiocco bianco sul tuo petto, e sul tuo cuore mettilo per sempre, ogni giorno dell’anno”

 

 

 

http://www.akkuaria.com/25novembre/index.htm

 

Patria Mercedes (27 febbraio 1924 – 25 novembre 1960), Minerva Argentina (12 marzo 1926 – 25 novembre 1960) e Antonia María Teresa Mirabal (14 ottobre 1936 – 25 novembre 1960) sono state tre sorelle dominicane che si opposero alla dittatura di Rafael Leónidas Trujillo.

Mirabal.jpg

Le sorelle crebbero in Ojo de Agua a Salcedo, Repubblica Dominicana. Quando Trujillo (con l’appoggio degli Stati Uniti d’America) salì al potere, la loro famiglia (come molte altre nel paese) perse quasi totalmente i propri beni, prima nazionalizzati, poi incamerati direttamente dal dittatore nei suoi beni privati. Le sorelle animarono un movimento democratico chiamato 14 di Giugno, e lì conquistarono il soprannome di Farfalle. Furono incarcerate in varie occasioni, ma non abbandonarono mai la lotta contro la dittatura. Il 25 novembre del 1960 Trujillo inviò degli uomini ad intercettare la macchina su cui viaggiavano dopo aver visitato i mariti in prigione, le sorelle, totalmente disarmate, furono portate in una piantagione di canna da zucchero, bastonate e strangolate, quindi la loro auto venne fatta cadere in un burrone perché sembrasse un incidente.

Trujillo credette di aver eliminato un problema, ma la morte delle sorelle Mirabal causò grandi ripercussioni nell’opinione pubblica dominicana (nonostante la censura), molte coscienze si scossero e il movimento culminò con l’assassino di Trujillo nel 1961.

Nel 1995 la scrittrice dominicana Julia Álvarez ha pubblicato il libro Il tempo delle farfalle, da cui è stato tratto nel 2001 il film In the Time of the Butterflies conSalma Hayek nel ruolo di Minerva.

Il 17 dicembre 1999 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò la risoluzione 54/134 con cui scelse la data del 25 novembre per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, in omaggio alle sorelle Mirabal.

Jaime David Fernandez Mirabal, un figlio della quarta sorella Mirabal, Bélgica Adela “Dedé” Mirabal-Reyes (inizialmente non coinvolta nel movimento contro Trujillo), è membro attivo del Partito della Liberazione Dominicana (PLD) e ha ricoperto la carica di vice-presidente della Repubblica dal 2000 al 2004 durante il primo periodo della presidenza di Leonel Fernandez.

fonte Wikipedia

 


Modigliani a Catania

novembre 21, 2010

 

 

Piazza Federico II di Svevia , 95121 – Catania

domenica e festivi chiuso

da lunedì a sabato 9.00 – 13.00/15.19.00

 

 

A Catania “Modigliani, ritratti dell’anima”, l’universo artistico e umano del maestro di Livorno.
Opere e documenti d’epoca ripercorrono la vita del ritrattista erede della tradizione rinascimentale toscana

Al Castello Ursino anche “Agatae”, inedito disegno dedicato alla santa patrona di Catania.
Un centinaio di opere d’arte fra disegni, oli, sculture e poi fotografie, taccuini, lettere, cartoline e persino le pagelle scolastiche di Amedeo Modigliani (Livorno 1884 – Parigi 1920) ricostruiranno a Catania, dall’11 dicembre all’11 febbraio 2011, per la mostra”Modigliani, ritratti dell’anima”, il percorso artistico e umano del grande genio toscano: un itinerario, quello della sfera affettiva e delle sue ripercussioni sull’opera, mai indagato sinora. A fare da viatico il “Diario della madre”, una sorta di giornale di famiglia che Eugénie Garsin-Modigliani cominciò a scrivere nel 1886.

Modigliani al Castello Ursino di Catania: “Ritratti dell’anima”

A partire dall’11 dicembre all’11 febbraio 2011, la splendida fortezza medievale del Castello Ursino di Catania, realizzata daFederico II di Svevia, ospiterà la mostra dal titolo “Modigliani, ritratti dell’anima”, organizzata dal “Modigliani Institut Archives Légales, Paris-Rome”, in collaborazione con il Ministero dei Beni Culturali, il Comune di Catania e il coordinatore delle collezioni dell’artista, Giovanni Gibino, su iniziativa del Sindaco, Raffaele Stancanelli, e dell’Assessore alla Cultura e ai Grandi Eventi del Comune di Catania, la stilista Marella Ferrera.

In esposizione vi saranno circa un centinaio di opere d’arte: disegni, quadri olio su tela, sculture, fotografie, ma anchelettere, cartoline e persino le pagelle di scuola dell’artista, disposti in modo da ripercorrere il percorso artistico e personale, fino ad ora mai esplorato, dell’artista.

Della mostra ha parlato così Christian Parisot, Presidente del Modigliani Institut: “Sarà come raccontare per immagini e con il supporto delle singolari e affettuose testimonianze di familiari e amici, la vita e l’opera dell’artista che più di ogni altro, pur vivendo e lavorando a Parigi, ha mantenuto forte e visibile il suo legame con l’Italia”.

E aggiunge Chiara Filippini, autrice di uno dei saggi in catalogo “Modigliani rimane per sempre un italiano: lo ricordano le sue modelle, dichiarando che mentre dipingeva parlava da solo in italiano, lo ricordano gli amici ed i suoi mercanti, raccontando di come amasse citare Dante e professare apertamente le sue origini, in una Parigi nella quale essere italiano non era certo una grande nota di merito”.

Si occuperà del coordinamento del comitato scientifico Claudio Strinati, Soprintendente del Polo Museale di Roma che così ha ricordato l’il pittore: “E’ l’artista che si pone come trait-d’union tra tutte le correnti d’avanguardia, dall’Italia alla Francia, identificabile in quella sua particolare espressione pittorica, tra l’innovazione parigina e la continuazione della tradizione figurativa livornese. Il segno, la grafia e la pittura di Modigliani sono di una qualità estrema, introversa, introspettiva, votata al ritratto”.

Il tutto nella cornice medievale catanese affascinante e suggestiva del Castello Ursino: una mostra da non perdere.

Martina Guastella

http://www.newnotizie.it/2010/11/18/modigliani-al-castello-ursino-di-catania-ritratti-dellanima/

 

 

Catania mette in mostra Modigliani

Catania mette in mostra Modigliani
Un centinaio di opere d’arte fra disegni, oli, sculture e poi  fotografie, taccuini, lettere, cartoline e persino le pagelle scolastiche di Amedeo Modigliani ricostruiranno a Catania, dall’11 dicembre all’11 febbraio 2011, per la mostra ‘Modigliani, ritratti dell’anima’, il percorso artistico e umano del grande genio toscano.

A fare da viatico il ‘Diario della madre’, una sorta di giornale di famiglia che Eugenie Garsin-Modigliani cominciò a scrivere nel 1886. La mostra, ospitata nel museo civico Castello Ursino, è organizzata dal Modigliani institut archives Legales Paris-Rome in collaborazione con il ministero dei Beni culturali e il Comune di Catania.

In mostra, secondo un ordine cronologico che prende il via dalla nascita dell’artista definito dalla madre “un raggio di sole fatto bambino”, saranno 25 disegni, 4 oli su tela, 5 sculture, oltre a 7 disegni, realizzati tra il 1909 e il 1919 nel quartiere di Montmartre di Parigi. Tra le opere esposte anche un inedito: un disegno di Modigliani che rappresenta Sant’Agata, la Patrona di Catania.

L’assessore comunale alla Cultura, la stilista Marella Ferrera, confessa il proprio stupore ed emozione nello “scoprire all’improvviso, tra le pieghe del progetto dell’Archivio Modigliani, il disegno raffigurante una Sant’Agata, a sua firma, ritrovato a Londra”.

Sarà la prima volta in cui viene esposto Modigliani per Catania e per il Castello Ursino, già teatro di esposizioni di livello mondiale dedicate a Warhol, Dalì e Guttuso.

http://www.eventi-sicilia.it/eventi/mostre-sicilia/catania-mette-in-mostra-modigliani/