Dacia Maraini a Catania

novembre 18, 2009

 

 

La sala a pianterreno della libreria Cavallotto di Corso Sicilia si è riempita ieri sera per Dacia Maraini, a Catania per presentare il suo ultimo libro, “La ragazza di Via Maqueda”.

Come sempre impeccabile nel ruolo di intervistatore, lo scrittore Massimo Maugeri, che ha condotto la serata; la scrittrice non si è però sottratta alle domande dei lettori intervenuti.

Tra i temi affrontati, il rapporto tra perfezione formale e intensità della storia; l’immagine di Sicilia che l’autrice conserva, avendovi vissuto per otto anni;  la necessità che lo scrittore denunci le ingiustizie e non trascuri l’impegno sociale, senza però che debba rischiare la vita (Saviano ne è l’esempio).

Un lettore ha chiesto alla scrittrice di quale pregiudizio le piacerbbe scrivere e se sia mai stata vittima di pregiudizi. La Maraini ha evidenziato che al giorno d’oggi tutte le intolleranze nei confronti della diversità sono da condannare e che, in quanto donna, lei stessa ne è stata bersaglio.

A proposito del protagonista del racconto, che dà il titolo al libro, l’autrice ha spiegato il concetto di “normalità dell’illegalità”, del malcostume odierno cioè di ritenere inevitabile  il mancato rispetto delle regole, perché è troppo faticoso e impegnativo mantenere comportamenti corretti di fronte alle sollecitazioni negative.

Il personaggio dell’ingegnere palermitano è emblematico in tal senso: “scivola” nella perdizione per mancanza di coraggio, temendo per la propria vita, ma anche forse per ignavia.

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IL DIADEMA DI PIETRA

giugno 12, 2009

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venerdì 12 giugno alle h. 18,00

Presentazione  de “Il diadema di pietra”  presso la libreria Cavallotto di Catania, con Massimo Maugeri,  Enrico Guarnieri (in arte Litterio) e con la partecipazione dell’autore,  Roberto Mistretta.

Per saperne di più e per seguire il dibattito sui personaggi seriali:

http://letteratitudine.blog.kataweb.it/2009/06/10/il-maresciallo-bonanno-e-i-personaggi-seriali-incontro-con-roberto-mistretta/


Letteratitudine, il libro – Tu non dici parole

marzo 15, 2009

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Elvira Seminara e Sabina Corsaro presentano i libri “Letteratitudine, il libro”, a cura di Massimo Maugeri, e “Tu non dici parole”, di Simona Lo Iacono, Libreria Cavallotto, Catania, 5 marzo 2009.

 Riporto la recensione al primo libro, curata da Renzo Montagnoli:

Può un blog diventare un libro? È quello che si deve essere chiesto Massimo Maugeri, dominus di Letteratitudine, uno dei più noti blog letterari italiani.
Ha realizzato, così, attraverso un certosino e oculato lavoro di scelta un volume che presenta più di un motivo d’interesse come espliciterò nel corso di questa recensione. Fare il libro non è stato certo facile, ma trovare un editore disposto a pubblicarlo e a rischiare non penso sia stato così semplice. Invece ha incontrato l’entusiasmo di Guido Farneti, di Azimut Libri, che peraltro, d’intesa con il curatore, ha finalizzato la pubblicazione a una lodevole iniziativa. Infatti, sia i diritti d’autore che i proventi dell’editore saranno interamente devoluti alla Comunità delle Sorelle Missionarie della Famiglia Ferita e alla Casa Famiglia per bambini orfani “GIOVANNI PAOLO II”, che presta la sua opera di assistenza in Bosnia Erzegovina, luogo tristemente famoso perché è stato teatro di una guerra sanguinosa.
Ma al di là di questa iniziativa meritoria il libro ha altri motivi di interesse che ne consigliano l’acquisto e, ovviamente, la lettura.
Già l’idea del curatore di far parlare il blog stesso, come se fosse un’entità autonoma, riesce infatti a fornire in modo accattivante la descrizione delle sue sezioni, insomma quella che è la sua struttura, un po’ come se faceste visita agli Uffizi e fosse il palazzo stesso a intrattenervi.
Se Letteratitudine blog è veramente interessante per gli argomenti letterari trattati, per gli ospiti che li introducono e per gli interventi dei frequentatori, Letteratitudine il libro lo è egualmente, perché la scelta dei temi svolti in un biennio, nonché i commenti agli stessi sono stati effettuati con una particolare attenzione che rende veramente piacevole la lettura.
Non pochi si ritroveranno negli interventi, ma questo finirà con il rappresentare, grazie al filo logico seguito da Maugeri, un’occasione in più per rileggere, rileggersi, magari anche verificare se ancor oggi si sarebbe scritto così.
Diviso in quattro parti, precedute da un’introduzione, il libro si presta a un’agevole, oltre che piacevole, lettura e anzi i temi e gli interventi possono costituire un motivo di ulteriore approfondimento, foriero di benefici effetti anche per futuri dibattiti sul blog vero e proprio. In ogni caso, anche chi non è aduso a Internet troverà che le dissertazioni letterarie portano a un contributo di conoscenza spesso di consistente spessore, in uno scambio di opinioni di cui tutti i partecipanti hanno ritratto benefici in termini culturali, gli stessi benefici che ora sono a disposizione del lettore.
Delle scelte fatte da Maugeri quelle che mi sono piaciute di più (è questione di gusto personale, tanto per intenderci) sono state fra i dibattiti Il potere libresco e salvifico del web e fra gli autori e libri presentati l’incontro con Dacia Maraini per Il treno dell’ultima notte.
Mi sento, quindi, di caldeggiare vivamente la lettura di questo libro.

Cos’è Letteratitudine?

Letteratitudine è uno dei più noti blog letterari italiani. Fondato da Massimo Maugeri nel settembre del 2006, è tra i blog d’autore di Kataweb/Gruppo L’Espresso. Su Letteratitudine si affrontano dibattiti su vari argomenti di natura letteraria e culturale, si presentano libri con la partecipazione attiva degli autori, si organizzano persino giochi di gruppo. All’interno del blog alcuni autori-ospiti, contattati dall’Uomo con la Camicia Celeste, detengono una rubrica fissa. Tra questi: Ferdinando Camon, Roberto Alajmo, Antonella Cilento, Andrea Di Consoli. Questo libro raccoglie una selezione dei temi più interessanti che hanno animato i primi due anni di vita del blog, proposti dallo stesso Maugeri o dai suoi ospiti – i quali spesso scrivono, per l’occasione, gustosi testi inediti – e commentati dai partecipanti alla discussione. Voci di semplici lettori, di operatori culturali, di scrittori in erba, ma anche le voci illustri di: Dacia Maraini, Valerio Evangelisti, Paolo Di Stefano… L’indirizzo del blog è: http://www.letteratitudine.blog.kataweb.it.

Cos’è per te Letteratitudine, caro Max? posso provare a rispondere io?

Massimo ha una figlia in più, e si chiama Letteratitudine. Come una figlia, probabilmente, gli toglie il sonno, gli regala fatiche e gioie, come una figlia reclama tempo e attenzione, soprattutto perché sta crescendo: tu ti aspettavi questo successo, Massimo, quando è venuta alla luce?

La presentazione da Cavallotto è stata una bella occasione, ero contenta di esserci. Conosco Massimo da tempo, è un ottimo scrittore e il suo blog è una splendida realtà, un punto d’incontro e di scambio per scrittori e lettori, una grande piazza in cui parlare di libri e del mondo.

Torno a casa con il piccolo tesoro di libri, assaporando il momento in cui li avrò fra le mani. Spesso, dopo mezz’ora di inutilità televisiva, mi rifugio a letto con i miei libri; le giornate, fitte di impegni, mi costringono a relegare la lettura alle ore serali. Li tocco, li sfoglio, li annuso. Leggo la quarta di copertina, apro una pagina a caso, passo dall’uno all’altro in un rituale che è mio da sempre.

Quando avevo quattro anni, ricevevo spesso in dono libriccini di fiabe: il germe di quella felicità, quell’azzurro fuoco sottile è sempre rimasto in me, alimentato da un’ebbrezza che ha un’intensità costante.

Nella stessa serata ho rivisto la mia prof di filosofia, la scrittrice Maria Attanasio. Lei non si ricorda di me, come è ovvio, ma la saluto lo stesso. Mi torna in mente il giorno in cui acquistai il suo primo libro “Amore elementare”, da lei ora disconosciuto ma importante per me, copertina giallo tenero, e pensavo che anch’io, chissà quando, avrei tenuto tra le mani, con lo stesso reverente  stupore, il mio primo libro…

Ora una nota a proposito di massimo Maugeri.

Massimo Maugeri, scrittore siciliano nato nel 1968, collabora con le pagine culturali di importanti quotidiani e magazine. Suoi articoli sono apparsi su «Il Mattino», «Il Riformista», «La Sicilia», «Il Corriere Nazionale». Suoi racconti sono stati pubblicati su prestigiosi giornali e riviste letterarie. Il romanzo Identità distorte (Prova d’Autore, 2005) ha vinto il Premio Martoglio ed è stato finalista al Premio Brancati. Fa parte della redazione del blog letterario collettivo La poesia e lo spirito.
Ha ideato e gestisce il frequentatissimo Letteratitudine.
Ha curato Letteratitudine il libro, uscito nel dicembre del 2008 per i tipi della Azimut Libri.

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Il romanzo mi è piaciuto molto.

Trovo notevole il personaggio di Lidia, e così pure la descrizione della sua follia; mi piacciono le descrizioni della mia città, così bella e piena di contraddizioni.

L’epilogo, con l’imminente crollo della Torre, con il sospetto di giochi che ci sovrastano e che non possiamo neanche immaginare, mi pare davvero geniale.

Se non lo avete ancora letto, vi consiglio di farlo.

Per quanto riguarda il secondo libro, riporto la recensione di Salvo Zappulla:

Tu non dici parole di Simona Lo Iacono, Giulio Perrone editore, pagg. 200, € 15,00. La Lo Iacono affronta i grandi temi della vita, della morte, dell’amore. La spiritualità, la fede, il bene e il male. Siamo in Sicilia, nel 1638, a Bronte. La plebe deve difendersi dalle carestie, dall’ignoranza, dalla fame e, per ultima, dal clero che sull’ignoranza del popolo edifica il proprio potere. Suor Francisca Spitalieri coltiva la sua unica ricchezza: le parole belle. Le cerca, le trova, le ruba, le regala per lenire sofferenze, per insegnare alla gente a difendersi dai soprusi. Le parole sono temute dai potenti, sono portatrici di un mistero arcano, sono magia e incanto, bestemmia e purezza. Chi non ne sa fare uso le combatte. E l’arcivescovo Angimbè per sbarazzarsi di Francisca la condanna al rogo. La Lo Iacono utilizza questa metafora per lanciare un messaggio, sembra voglia ricordarci che la comunicazione è la condizione primaria dell’essere umano. I pensatori danno fastidio ai potenti. Le opere di Pitagora furono bruciate ad Atene, nel lontano 411 A.C. Il primo imperatore Cha Huang-ti ordinò la distruzione di tutti i libri esistenti in Cina; così come i nazisti bruciarono i libri contrari allo spirito germanico. L’imperatore Caligola condannò al rogo i libri di Omero e Virgilio. Diocleziano fece bruciare tutti i libri dei cristiani.”Tu non dici parole” è un romanzo sospeso tra misticismo e superstizione, tra reale e fantastico, tra verità e leggenda, tra mistero ed esoterismo, che attrae nel suo vortice lento ed ammaliante. Il clima sospeso e rarefatto, impregnato di mistero; il ritmo incantatorio, una scrittura lirica e visionaria di presa immediata, che incide nell’animo dei lettori, lo stile personalissimo e inconfondibile, ne fanno il prezioso atto di battesimo di una scrittrice destinata a far parlare di sè.


Simona Lo Iacono, nata a Siracusa nel 1970, laureata in giurisprudenza, ha curato una collaborazione con giornali letterari del catanese e del siracusano specializzati in letteratura. Da 11 anni è giudice presso il tribunale di Siracusa. Attualmente dirige la sezione distaccata di Avola. Ha partecipato a vari concorsi letterari e ha pubblicato alcuni racconti e poesie in antologie. Un suo racconto, “I semi delle fave”, ha vinto il premio edito dal convegno “Scrivere donna 2006″ ed è stato pubblicato da Romeo Editore nella collana “Scripta manent”. Cura una rubrica che riguarda i rapporti tra diritto e letteratura sul blog “Letteratitudine” di Massimo Maugeri, scrive recensioni e saggi letterari.

Su Letteratitudine, a questo indirizzo, troverete post e commenti:

http://letteratitudine.blog.kataweb.it/2009/01/21/tu-non-dici-parole-di-simona-lo-iacono/

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