e così vorresti fare lo scrittore?

febbraio 21, 2010

 

se non ti esplode dentro
a dispetto di tutto,
non farlo. a meno che non ti venga dritto
dal cuore e dalla mente e dalla bocca
e dalle viscere,
non farlo.
se devi startene seduto per ore
a fissare lo schermo del computer
o curvo sulla
macchina da scrivere
alla ricerca delle parole,
non farlo.
se lo fai per soldi o per
fama,
non farlo.
se lo fai perché vuoi
delle donne nel letto,
non farlo.
se devi startene lì
a scrivere e riscrivere,
non farlo.
se è già una fatica il solo pensiero di farlo,
non farlo.
se stai cercando di scrivere come qualcun
altro,
lascia perdere…

CHARLES BUKOWSKI


Come un delfino

febbraio 21, 2010

 

morire ha i suoi lati duri.
non puoi sfuggire adesso.
il capo ha messo l’occhio su di me.
il suo occhio cattivo.
adesso me la passo proprio male.
in solitudine.
intrappolato.
non sono né il primo né l’ultimo.
ti sto solo dicendo com’è.
siedo nella mia stessa ombra adesso.
la faccia delle persone si offusca sempre più.
le vecchie canzoni suonano ancora.
con la mano sul mento, sogno il
nulla mentre la mia infanzia perduta
salta come un delfino
nel mare ghiacciato.

CHARLES BUKOWSKI

 
 

Una poesia è una città

ottobre 19, 2009

UNA POESIA È UNA CITTÀ

 

Una poesia è una città piena di strade e tombini
piena di santi, eroi, mendicanti, pazzi,
piena di banalità e roba da bere,
piena di pioggia e di tuono e di periodi
di siccità, una poesia è una città in guerra,
una poesia è una città che chiede a una pendola perché,
una poesia è una città che brucia,
una poesia è una città sotto le cannonate
le sue sale da barbiere piene di cinici ubriaconi,
una poesia è una città dove Dio cavalca nudo
per le strade come Lady Godiva,
dove i cani latrano di notte, e fanno scappare
la bandiera; una poesia è una città di poeti,
per lo più similissimi tra loro
e invidiosi e pieni di rancore…

Una poesia è questa città adesso,
cinquanta miglia dal nulla,
le 9:09 del mattino,
il gusto di liquore e delle sigarette,
né poliziotti né innamorati che passeggiano per le strade,
questa poesia, questa città, che serra le sue porte,
barricata, quasi vuota,
luttuosa senza lacrime, invecchiata senza pietà,
i monti di roccia dura,
l’oceano come una fiamma di lavanda,
una luna priva di grandezza,
una musichetta da finestre rotte…

Una poesia è una città, una poesia è una nazione,
una poesia è il mondo…

E ora metto questo sotto vetro
perché lo veda il pazzo direttore,
e la notte è altrove
e signore grigiastre stanno in fila,
un cane segue l’altro fino all’estuario,
le trombe annunciano la forca
mentre piccoli uomini vaneggiano di cose
che non possono fare.

 

CHARLES BUKOWSKY

 


PARTITA A SCOPA

aprile 13, 2009

 

PARTITA A SCOPA

 

una delle cose più terribili è

davvero

stare a letto

una notte dopo l’altra

con una donna che non hai più voglia

di scopare.

 

invecchiano, non sono più tanto

belle –tendono persino

a russare, buttarsi

giù.

 

così, a letto, a volte ti giri,

il tuo piede tocca il suo –

dio, che orrore! –

e la notte è là fuori

dietro le tendine

e insieme vi suggella

nella

tomba.

 

 e la mattina vai in bagno,

parli, attraversi il corridoio,

dici strane cose; le uova friggono,

partono i motori.

 

ma seduti l’uno di fronte all’altro

hai 2 estranei

che si ficcano in bocca il pane tostato

che si bruciano col caffè bollente la gola risentita

e l’intestino.

 

in dieci milioni di case americane

è lo stesso –

vite stantie appoggiate

l’una all’altra

e nessun posto

dove andare.

 

Sali in macchina

e vai a lavorare

e là ci sono degli altri sconosciuti, quasi tutti

mogli e mariti di qualcun altro,

e oltre alla ghigliottina del lavoro,

flirtano, scherzano r si danno pizzicotti,

tendendo qualche volta

a farsi in qualche posto una rapida scopata –

a casa non possono farlo –

e poi

tornano a casa

ad aspettare il Natale o il Labor Day

o la domenica

o qualcosa.

 

CHARLES BUKOWSKI


La scrittura è un gatto

marzo 7, 2009

” Per me la scrittura è come un gatto. Mi consente di affrontare tutto il resto. Mi fa sbollire. Almeno per un po’. Poi mi si imbrogliano i fili e devo ricominciare tutto daccapo. Non capisco quegli scrittori che decidono di smettere di scrivere. Come fanno a sbollire?”

C.  BUKOWSKI

C’è qualcuno che condivide la visione di Charlie?

Cos’è per voi la scrittura?

Io ho provato per un periodo ad autocensurarmi ed è stato come tranciarsi una gamba. Volontariamente.