READING ALLA SALTATEMPO

dicembre 31, 2009

 

Serata ricca di ospiti e di poesia ieri alla libreria Saltatempo di Ragusa.

Dopo i saluti di Pippo di Noto, che ha letto le sue Petri sunu e Scura c’agghjorna, tratte da Paci e amici, si sono avvicendati i poeti ospiti del reading, che hanno recitato in lingua e in dialetto.

A fare da cornice, la poesia di Ignazio Buttitta, magistralmente recitata da Francesco Schembari. Tra le altre, Il poeta in piazza, ‘A tristizza, Matrimoniu perfettu, Mamma tedesca, con l’accompagnamento dell’arpa celtica.

Per leggerne alcune: http://www.irsap-agrigentum.it/lingua_e_dialettu.htm

Nicoletta Sciarrino ha letto alcune sue composizioni in lingua e Francesco Scollo, di Monterosso, ha recitato ‘U zaurdu e una poesia dedicata al suo paese, seguito da Giovanni Marletta di Chiaramonte.

Francesco Licitra ci ha dato ampi spunti di riflessione, regalandoci  i Canti d’amore e di libertà del popolo curdo, in cui amore e libertà finiscono col diventare sinonimi. Alcuni dei titoli: Chiodo di Latif; La canna e il vento, Calze, Dialoghi, Quando di Sherko Bekas.

Per chi volesse leggere le poesie citate: http://www.ilfoglioclandestino.it/8%20-%20kurdo.htm

Turi Vicari ha ricordato lo scrittore Giovanni Paolino, scomparso recentemente; Emanuele Schembari ha letto alcune poesie tratte da L’orologio elettronico, una delle quali dedicata al gatto Matteo; Domenico Cultrera ha  proposto alcune sue liriche in lingua; Gabriella Rossitto ha letto alcune brevi poesie in dialetto tratte da Russania; Mariella Sudano ha  letto sue poesie provenienti dall’e-book Poesie, pubblicato dall’editrice Arpanet.

Fabio Messina ha recitato due poesie in dialetto palazzolese; Giovanna Vindigni ha letto alcune poesie  in dialetto ragusano, tra cui “Ru’ macc’i carrua” ; Ernesto Ruta ha letto sue composizioni, caratterizzate da un’interessante commistione di lingua e dialetto, e ha commosso il pubblico ricordando l’incontro con Bruno Segre, testimone della Shoah.

Turi Dipasquale, componente del gruppo Talèh, ha eseguito, senza accompagnamento, il brano di Guglielmo Casca, Beddu nostru Signuri, dedicato al Cristo nero di Scicli.

Ha concluso Anna Schembari, con una sua sorprendente performance.

Complimenti agli organizzatori della serata e un grazie , come sempre, per l’ospitalità alle titolari della Saltatempo.

 per le foto:  

 http://www.facebook.com/album.php?aid=2035738&id=1594816685&l=1510b955c2

 


Paci e amici: la presentazione

ottobre 31, 2009



La presentazione di Paci e amici, la silloge dialettale di Pippo Di Noto, ha avuto luogo nell’affollatissima sala del Centro Servizi Culturali, a Ragusa.

Il giornalista e poeta Emanuele Schembari, direttore del Centro, ha introdotto gli ospiti.

Si sono susseguiti gli interventi dell’assessore Mimì Arezzo, di Totò Battaglia (presidente di Officina 90), dell’editore Salvatore Fava e di Salvatore Occhipinti.

L’articolata relazione di Elisa Mandarà, scrittrice e giornalista, ha collocato la poesia di Pippo Di Noto nel panorama della lirica dialettale del secondo ‘900, ritrovando radici illustri in Quasimodo con il suo Lamento per il Sud. Senza scadere nell’oleografia o nel bozzetto di maniera, la poesia dell’autore mantiene un registro colloquiale e intimo, riuscendo a far convivere impegno e ricordo, denuncia sociale e interrogativi che sono propri dell’uomo.

Il mio intervento ha isolato i temi ricorrenti nella silloge, dando particolare risalto al valore della parola.

La scrittrice e giornalista Silvia Ragusa ha infine intervistato Pippo Di Noto sulla natura della sua poesia in rapporto all’uso della lingua dialettale.

L’attore e regista Gianni Battaglia ha letto con grande partecipazione alcune poesie tratte dalla raccolta.

Affido la conclusione di questa breve nota alle parole dello stesso poeta, protagonista della riuscita serata, che ha citato un proverbio giapponese:

Chiunque ti attraversi la strada si porta dietro un pezzo di te.