In…canto d’amore

aprile 21, 2012

 

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Riporto l’articolo di Francesco Giordano sulla serata:

VENERDÌ 20 APRILE 2012

Poesia d’Amore al Centro Kerè con Vera Ambra, una serata densa di sentimento

Poesia d’Amore al Centro Kerè con Vera Ambra, una serata densa di sentimento

Nei simpatici locali del centro sperimentale Kerè, in via Macherione 21 a Catania, il 19 aprile si è parlato di poesia e d’amore: binomio indissolubile, il quale non poteva non avere come protagonista la donna che negli ultimi vent’anni più di molte altre, ed altri ignoti, si è prodigata per la diffusione del Verbo della poesia e dell’Arte hic et nunc, nella città etnea, nella terra di Sicilia, in Italia e nel mondo, ossia Vera Ambra.

Presentata da Mario Bonica, la serata partecipata dal qualificato pubblico intervenuto, ha registrato le letture di poesie di Mariella Sudano, di Gabriella Rossitto, di Maria Tripoli e di Vera Ambra, alternate dalle canzoni dell’artista Gregorio Lui, accompagnato dalla sua chitarra. Poesia d’amore al femminile, e non poteva essere diversamente, poiché è nell’eterno femminino che si riscontra sempre quel sentimento sublime che è l’anima mundi. E se Mariella Sudano e Gabriella Rossitto, nelle loro singolarità, lo hanno espresso l’una in modo mitopoietico l’altra in forma dialogica, Maria Tripoli, da pittrice quale è affermata da anni, ha inteso sublimarlo con le sue parole dense di sensibilità.

Vera Ambra ha toccato le corde più profonde dell’anima, leggendo la “Lettera al primo amore”, nonché l’elogio al compagno sempre fedele ed amico, il gatto, su cui si è esercitata molta letteratura in tutti i tempi. Gradevole anche il siparietto finale a cura di Orazio Costorina.  Incontro breve ma intenso in uno spazio nascente che intende aprirsi alla “nouvelle vague” dei palpiti più vivi ed operanti della città dell’elefante, in nome di quell’Amore per la Sapienza, che è il primo motore d’ogni umana, ed anche sovraumana, vicenda. L’Associazione Akkuaria ed il movimento dell’Alienismo appena nato e presentato nella città eterna, di cui vi furono esponenti autorevoli e che vede ancora in Vera Ambra l’entusiasta catalizzatrice, supporteranno senza dubbio le idee che si faranno carne viva, e potranno avere il ‘lebensraum’ negli scoperti locali, proseguendo il cammino senza fine dell’Amore.

F.Gio

http://letterecatinensi.blogspot.it/2012/04/poesia-damore-al-centro-kere-con-vera.html
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Premiazione “Fortunato Pasqualino”

aprile 1, 2012

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Questi i premiati della sezione poesia ( gli altri risultati a breve nel sito dedicato al Premio):

Cascata di Piume

All’alba
d’argento e rugiada,
candido piumaggio
sul fusto cesellato.

Acque ombreggiate
nel sentiero solitario,
segreto dell’assenza
mito immortale.

Fessure tra la nebbia
precipitano nel vuoto,
dimensioni stridenti
catene del destino.

Esaltazione della luna
delizia dell’amore,
gemito penetrante
si consacra a Mercurio.

Cascata di piume
pioggia di Orionidi,
danzatrice d’inverno
oasi nel silenzio.

Fátima Rocío Peralta García

La lirica è costruita su un susseguirsi di immagini (quasi una catena di haiku, al di là della metrica), suggestive ed evocative, pur restando criptiche, in una dimensione onirica.

 

Yves Bonnefoy, il poeta del sogno notturno

Tentare la fuga dal mondo
verso una realtà superiore
o un sogno
non ci è dato
è fuori luogo.
Siamo legati alla terra,
il pensiero concettuale lavora solo sugli eventi terrestri.
Rivalutando l’inconscio
tentata dalla speculazione metafisica
la poesia ci trasporta altrove
servendosi dal minimo essenziale
nelle forme espresse.
D’aspetto mistico – in un certo senso –
nella “finitudine” del pensiero che duole
messa tra limite e tempo
ci offre mondi di malinconia nostalgica
giochi distorti
incompiuti
di solitudine eterna che brucia
come la fiamma d’inferno.

In un’irresistibile ricerca di simboli nascosti
di verità sepolte
di senso
noi piccole invisibili maglie dell’universo
ci sforziamo di rivivere
schiacciando le brutture
nel modo inconscio ma puro
rivolti al sole
alla luce vicina o lontana
al faro in mezzo al mare

nel chiaro notturno lunare…

Bojana Bratić

Un omaggio al poeta francese definito poeta del sogno notturno da Luigia Sorrentino nel suo saggio: la forza della poesia può evocare mondi e disseppellire verità, salvandoci con la bellezza.

 
Vedrò passare Whitman

La fiamma della luna,
sul tavolo in cui scrivo,
non illuminerà i miei sogni,
né il mesto mio canto
inciso sulla pietra.

Su questa stanza
dove aspiro alla luce del pensiero
conobbi il silenzio delle stelle,
le vie del vento,
l’acqua di vita,
la libertà della parola,
la parola autonoma.

Da quella stanza
ho visto,
lungo la strada,
chioccolare un carro
con un vecchio seduto in cassetta,
sulle sue sponde penzolare
la zavorra culturale,
il vecchiume retorico,
la scialba oleografia dei poteri
nel sacrario di questo secolo deforme.

Cucirò sulla mia pelle
“la blusa gialla”1,
l’agiterò al vento come vessillo.
Riprenderò “Il Mistero Buffo”.
Nel vergine cammino
vedrò passare Whitman,
il mio capitano.

EMANUELE INSINNA

1 Majakovskij

 Ancora un inno ai poeti e alla poesia, che va oltre i vincoli della realtà e le sue brutture, perché la parola è libera e vincente.

I virgineddi

 

Sta jurnata è u primu sabatu ri maggio,
i virgineddi ne scannaturi pa’ Maronna ru Rumiteddu di lu Burgettu.
I fimmini, rintra, hannu ri preparari e travagghiari.
I virgineddi ra Bedda Matri,
i virgineddi pi cristiani,
tutti su ammitati a manciari,
paisani e stranei,
ranni e nichi,
a pasta cu i favi ne scannaturi.
I cristiani chiacchiarìano pi strata,
donna Maria metti l’acqua na quarara e quaria i favi na pignata,
tutti sunnu nchiffarati,
chidda metti i scannatura menzu a strata,
l’avutra arrimina i favi
e donna Maria talia u quadru ra Bedda Matri
e mentri cala a pasta si fa la cruci e dici:
“Grazie pi me figghi, Maronna mia,
tu ca si matri comu mia,
grazie pu miraculu ca purtasti na me casa,
Bedda Matri mia”.
I masculi pigghianu a quarara cavura
e sculano a pasta,
poi la ettanu cu i favi ne scannatura
e accuminciano ‘arriminarla.
A pasta è pronta,
cucchiara pi tutti e s’accumincia a manciari,
i cristiani su cuntenti e sbattinu i manu a donna Maria,
ca s’avvicina a so figghiu e chiancennu rici:
“I virgineddi su pi tia, Maronna mia”

Le verginelle: Oggi è il primo sabato di maggio, / i virgineddi sullo spianatoio per la Madonna di Romitello di Borgetto. / Le donne, in casa, hanno da preparare e lavorare. / I virgineddi della Madonna, / i virgineddi per la gente, / tutti sono invitati a mangiare, /paesani e forestieri, / grandi e piccoli, / la pasta con le fave sugli spianatoi. / La gente chiacchiera in strada, / la signora Maria mette l’acqua nel pentolone e riscalda le fave / nella pentola, tutti sono indaffarati,/ una mette gli spianatoi in mezzo alla strada,/ un’altra mescola le fave,/ e donna Maria osserva/ il quadro della Madonna,/ e mentre butta giù la pasta si fa il segno della croce e dice: / “Grazie per i miei figli, / Madonna mia, tu che sei madre come me, grazie per il miracolo che hai fatto in casa mia,/ Madonna mia”./ Gli uomini prendono il pentolone caldo e scolano la pasta,/ poi la distendono sugli spianatoi con le fave e cominciano a/ mescolarla./ La pasta è pronta,/ cucchiai per tutti, si comincia a mangiare,/ la gente è contenta e batte le mani alla signora Maria,/ che si avvicina a suo figlio e piangendo dice:/ “I virgineddi sono per te, Madonna mia”/

FRANCESCO BILLECI

La poesia ci offre uno sguardo sulle tradizioni popolari, a metà tra religiosità e folclore, che rischiano di andare perdute: si respira il senso di gioia e di condivisione tipico della festa vissuta da un’intera comunità in un piccolo borgo del palermitano.

 

Tutti i risultati:

http://www.premiofortunatopasqualino.it/quartaedizione2012.htm

http://www.premiofortunatopasqualino.it/francesco_giordano2012.htm


Premio Antonio Corsaro: i vincitori

novembre 6, 2011

Ieri sera, presso la Biblioteca di Tremestieri Etneo “Casetta Rossa”, ha avuto luogo la serata finale del Premio di Poesia Antonio Corsaro, a cura dell’Associazione Akkuaria.

Sono intervenuti Vera Ambra, Presidente dell’associazione, Sergio Collura, che ha parlato del valore e della funzione della poesia e Francesco Giordano, il quale ha ricordato la figura di Antonio Corsaro, leggendo anche alcune sue poesie, dalla modernità sorprendente.

I vincitori:

1. Santino Mirabella

2. Daniele Brinzaglia

3. Dominga Carruba

Si è poi costituita una sezione all’interno della biblioteca con i libri editi da Akkuaria.

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Per maggiori informazioni vai al sito:

http://www.premioantoniocorsaro.it/

 


Sabato la premiazione: Premio letterario “Antonio Corsaro”

novembre 3, 2011

Biblioteca G. Calabrò di Tremestieri Etneo – Zona Canalicchio

5 novembre 2011

 ore 18.00

Seconda edizione del Premio Antonio Corsaro

Interverranno:
Vera Ambra, Presidente Associazione Akkuaria
Sergio Collura, Critico Letterario
Francesco Giordano, Giornalista

Alla presenza delle Autorità cittadine, sarà inaugurata presso la stessa Biblioteca una nuova sezione dedicata agli autori di Akkuaria con i libri che saranno donati dall’Associazione. Gli autori presenti firmeranno personalmente le loro copie.


Premio letterario “Antonio Corsaro”

ottobre 30, 2011

 

Biblioteca G. Calabrò di Tremestieri Etneo – Zona Canalicchio

5 novembre 2011

 ore 18.00

Seconda edizione del Premio Antonio Corsaro

Interverranno:
Vera Ambra, Presidente Associazione Akkuaria

 

Sergio Collura, Critico Letterario

 

Francesco Giordano, Giornalista

Alla presenza delle Autorità cittadine, sarà inaugurata presso la stessa Biblioteca una nuova sezione dedicata agli autori di Akkuaria con i libri che saranno donati dall’Associazione. Gli autori presenti firmeranno personalmente le loro copie.


Geo Vasile

aprile 13, 2011

Bella serata in onore di Geo Vasile  -poeta, critico, traduttore rumeno- alla Libreria Trinacria di Catania. Grazie a Vera Ambra e all’associazione Akkuaria, abbiamo potuto conoscere una voce della poesia contemporanea, oltre che una persona squisita e affabile.

Francesco Giordano ha tracciato un quadro storico e culturale della Romania, mentre Gabriella Rossitto ha commentato Ninfe & Kimere, l’0pera in versi dell’artista.

Geo Vasile ha letto alcune poesie tratte dalla propria silloge e ha inoltre reso omaggio a Vera Ambra traducendo in rumeno alcune sue liriche.

Piacevoli i brani musicali eseguiti alla chitarra dal maestro Gianfranco Vitello.

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Geo Vasile a Catania

aprile 7, 2011

A Catania il 13 aprile 2011 alle ore 17.30 presso la Libreria Trinacria Libri, Piazza Giovanni Verga 6/a, nell’ambito degli scambi culturali con la Romania, l’Associazione Akkuaria, organizza un incontro con lo Scrittore – critico letterario e saggista Geo Vasile.
Per l’occasione sarà presentato il libro bilingue di poesie “Ninfe & Kimere”.

Relazioneranno:
Vera Ambra, Presidente Associazione Akkuaria
Gabriella Rossitto, Poetessa
Francesco Giordano, Giornalista
Seguirà un intervento musicale del chitarrista Gianfranco Vitello.Con “Ninfe & Kimere” Geo Vasile segna il suo debutto poetico. La silloge di 50 testi poetici originali e tradotti dall’autore stesso in italiano rappresentano una sorta di ponte gettato sopra varie età e decenni che lega una
gioventù goliardica, segnata dall’abulia e dal mimetismo ad una maturità più cauta e forse più riflessiva. Mitologia personale e tarda confessione, sostenuta da una prosodia epico-drammatica, da pensieri e immagini illuminate dal presentimento della fine biologica.
L’eroe dei versi è una specie di Orfeo in perpetua cerca della sua Euridice, costretto però a fare l’amante delle diverse comparse della Medusa, lacerato tra libertinaggio e rimpianto, tra coscienza selettiva teorica, libresca e l’avventura infantile, eroicomica, autolesionista, tipo don Quisciotte.
Una via di Damasco, dalla cecità e dall’ossessione della materia alla libertà dello spirito. Non potevano
mancare sequenze di giovanile passione e di cinismo, di perpetuo strazio e di ironia amara. Avventure immaginarie compiute in assenza di ogni educazione sentimentale, quindi sotto il segno dell’azzardo, ma anche dell’ epoca (ancién régime, id est comunismo) e dello spazio (“la squallida provincia universale”) di tutte le interdizioni, il rimedio della solitudine viene cercato come nella poesia di Cesare Pavese nell’erotismo, in altre parole nel “vizio assurdo” che serve solo a sradicare e relegare il nostro eroe lirico in una più tragica solitudine.
Testimonianza di una difficile maturazione e al tempo stesso allegoria d’amore e morte popolata di Ninfe & kimere che il più delle volte non erano che maschere della terrificante Medusa, il libro è una casa armonica di sviamenti morali, di delirio e raccoglimento, rammentando François Villon, Paul Verlaine, Gellu Naum, Emil Brumaru, Dino Campana o Cesare Pavese.

 

GEO VASILE, pseudonimo letterario di VASILE GHEORGHE (n. 21 giugno 1942, Bucarest)

Laureato del Collegio S. Sava; negli anni ’60 segue i corsi dell’Università di Bucarest, Istituto di Lingue e Letterature Straniere, Facoltà di lingua e letteratura italiana e romena, dove ebbe tra i professori illustre personalità tipo Nina Façon, Alexandru Balaci, George Lazarescu, Doina Derer, Marco Cugno ecc. La sua tesi di laurea è stata il primo studio del mondo accademico rumeno sulla poesia e la prosa di Cesare Pavese. Tra 1967 e 1971 fa il professore di campagna; dal 1971 fino al 1990 è bibliotecario presso l’ufficio scambi internazionali della Biblioteca Nazionale, periodo in cui gli è permesso dal regime solo di tradurre poesia universale su varie riviste del paese. A partire dal 1991 è redattore di pagina culturale del quotidiano “Dimineata” (Il Mattino”) e dal 1992 fino al 1996 del settimanale “Baricada”. Si dedica esclusivamente alla critica letteraria e alla traduzione da e in italiano, collabora con qualche rivista letteraria, tra le quali “Luceafarul” (Espero) diventato dal 2008 “Luceafarul de dimineata” (Espero mattutino), “Romania literara”, “Astra”, “Hyperion” .

Debutto editoriale: nel 1987 cura e traduce dall’italiano un antologia di versi, “ Insula regasita” (Insula ritrovata) con i tipi dell’Editrice Univers, prefazione di Marin Sorescu, del poeta e saggista siciliano ed europeo Mimmo Morina (Villafrati, Enna 1933 – Lussemburgo 2005); di Mimmo Morina tradurrà fra 15 anni, nel 2002, la prima parte di una trilogia in prosa intitolata “Argonauti di Via Telegrafo”.

All’inizio del novembre 2008 viene invitato ad una serata di poesia romeno-italiana ospitata dall’Accademia di Romania in Roma. In presenza di un numeroso pubblico, del ministro consigliere dell’Ambasciata Romena, l’italianista Mihail Banciu e della vice-direttrice Daniela Crasnaru vengono allestite tre antologie poetiche curate e tradotte da Geo Vasile: Geoge Bacovia. Plumb. Versuri. Piombo. Versi, Marino Piazzolla . I fiori del dolore. Florile durerii e Mihai Eminescu. Iperione.Poesie scelte, tutti e tre uscite presso l’Editrice romana Fermenti. Fa una conferenza sul motivo del dolore universale nell’opera dei tre grandi poeti, collegandosi anche a Leopardi. Sono intervenuto i critici italiani Donato di Stasi e Antonella Calzolari.

Nel giugno del 2009, su invito della direttrice dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, Monica Joita, partecipò al lancio dell’antologia poetica bilingue di Gellu Naum, “A cincea esenta. La quinta essenza” quale traduttore ed esegeta dell’opera del più grande surrealista romeno (1915 – 2001), occasione in cui gli fu assegnata nella sede del Comune la medaglia della città di Venezia per aver favorito i rapporti culturali e di amicizia tra i due popoli. Sono intervenuti la docente universitaria Silvana Tamiozzo e il giovane critico Nicola Cecconi.
Da Venezia raggiunse Friuli , su invito del romanziere Marco Salvador, residente a San Lorenzo. Ebbe occasione di visitare il Centro di Studi Pasoliniani nonché il cimitero di Casarsa, dove furono portate e sepolte le spoglie del grande scrittore, trucidato nel 1975 a Ostia, la villa Manin di Passariano (Codroipo), un complesso architettonico monumentale del Cinquecento, l’abitazione dell’ultimo doge Ludovico Manin, e che in quel periodo ospitava un’ampia mostra retrospettiva dell’artista friulano, amico del Pasolini, Giuseppe Zigaina (n.1924).
Verso la fine del maggio 2010 tiene una conferenza a Firenze sul più grande poeta cristiano d’Europa Mario Luzi nonché sull’ultimo romantico europeo, il romeno Mihai Eminescu (1850-1889). Da Firenze viaggia in treno verso Torino dove soggiorna per qualche giorno; sempre in treno raggiunse Mestre. In presenza dell’autore veneziano, fa una conferenza presso l’Istituto Romeno di Venezia sul romanzo di Tiziano Scarpa “Stabat Mater” (Strega e Supermondello 2009) uscito nello stesso anno in romeno.

Principali Opere di Geo Vasile 2001-2010
•  Pluralul românesc

(Il plurale romeno)
• Poezia română între milenii

(La poesia romena tra i due millenni)
• Proza românească între milenii”

(La prosa romena tra i due millenni)
• De veghe în lanul de proză. De la Mircea Eliade la Mircea Cărtărescu”

(Vegliando nel seminato di prosa. Da Mircea Eliade a Mircea Cartarescu)
• Epica analitica. Personaje in filigran

(Epica analitica. Personaggi in filigrana)

(prosatori nord e sud-americani, giapponesi, autori a passaporto internazionale)
• Poezie română contemporană.Mărci stilistice”
(Poesia romena contemporanea. Marchi stilistici.
• Lumea în 80 de cărţi”

(Il giro del mondo in 80 libri)
• Romanul sau viaţa

(Il romanzo o la vita)
• Confluenze letterarie italo-romene.

Confluenţe literare româno-italiene”, edizione bilingue
• Profili letterari italo-romeni.

Profiluri literare italo-române”, edizione bilingue
• Europa în cincizeci de romane”

(Il giro d’Europa in cinquanta romanzi)

• (2009) Ninfe & Kimere. Ninfa & Kimere, originale poesia Testi (edizione bilingue), 2010.AUTORI ITALIANI TRADOTTI IN LINGUA ROMENA : 2004-2010
Italo Calvino (“Palomar”, “Gli amori difficili”- prosa),

Monaldi & Sorti (“Imprimatur” “Secretum” romanzi),
Claudio Gatti (“Il presagio”- romanzo),
Umberto Eco (“Cinque scritti morali”- saggio, “A passo di gambero”- saggi ),
Giuseppe Bonaviri, Marino Piazzolla,
Paolo Ruffilli: ( “La piccola colazione” , “Camera oscura”, “Diario di Normandia”
“Le stanze del cielo” (volumi di poesia con testo a fronte)
“Preparativi per la partenza” – racconti)
Giovanni Sartori (“Pluralismo, multiculturalismo ed estranei”),
Marco Salvador (“Il longobardo – romanzo”),
Gianni Riotta ( “Principe delle nuvole”- romanzo),
Tiziano Scarpa (“Venezia è un pesce. Una guida”),
Giovannino Guareschi (“Don Camillo”- romanzo),
Paola Jacobbi (“Voglio quelle scarpe!”, saggio)
Tiziano Scarpa (“Stabat Mater”, romanzo ( premio Supermondello e Strega
2009)lanciato a Venezia in presenza dell’autore nel 2010
Mauro Raccasi (“Il Regno di Conan”)
Mario Luzi (“Conoscenza per ardore”, antologia poetica bilingue)

http://www.akkuaria.com/articoli/Geo_Vasile.htm

http://www.catanianotizie.it/2011041126499/lo-scrittore-e-saggista-romeno-geo-vasile-a-catania.html

Un’intervista a Geo Vasile:

http://firiweb.wordpress.com/2008/11/24/nulla-die-sine-linea-a-colloquio-con-geo-vasile/

GEO VASILE SARA’ ANCHE A MODICA IL 16 APRILE:

http://www.ilgiornalediragusa.it/notizie/cultura/30407-incontro-con-il-poeta-e-scrittore-rumeno-geo-vasile.html

http://www.myspace.com/geovasile

http://romaniadindiaspora.ning.com/profiles/blogs/pacatul-de-geo-vasile?xg_source=activity

http://www.fondazionemarinopiazzolla.it/Presentazione_05_11_2008_foto.php