Passano nell’aria
come uccelli sconvolti.
A volte, equilibristi goffi,
su fili di luce oscillano inquieti.
Guardano il futuro
con i nostri occhi.
Sono stati corpi, caldi
di carne e sangue.
Sono stati occhi e sguardi.
Fiamme spente, ora, alberi di fumo.
Ospiti congedati,
insistenti tornano
bussano alla porta
chiedono cos’hanno lasciato.
LILIANA ZINETTI
da “Nel solo ordine riconosciuto”
e, ancora, della stessa autrice, una variazione sul tema:
Vengono come fumi di alberi, hanno
la stessa inconsistenza delle nuvole.
Sono passata attraverso loro
per essere quella che sono.
A volte mi sbarrano la strada, d’improvviso
e vorrebbero camminarmi a fianco, così
mi costringono a un percorso altro
perché è insostenibile il loro peso
il loro grido senza bocca.
Vorrebbero da me quello che ho perduto
come se potessi tramutare
il loro buio in luce.
E mi inquieta la loro ostinazione
questa smania di tornare
e mi dico che dovrebbero rassegnarsi
al sonno, lasciare che li copra
la neve, la neve, la neve.
Pubblicato da gabriellarossitto 
