Dopo quindici giorni Savio Pagano sospende lo sciopero della fame

gennaio 31, 2012
Gli Amici di Akkuaria
  • Il giovane artista catanese Savio Pagano, giunto al suo quindicesimo giorno di sciopero della fame, anche se a malincuore, decide liberamente, coscientemente e razionalmente di interrompere la protesta avviata, lasciandosi però la libertà concettuale di ri-intraprenderla in futuro dato ché i fondamenti della propria protesta non sono in alcun modo cambiati e tantomeno si sono affievoliti.

    L’artista, provato più dalle lunghe riflessioni che dal lungo digiuno eseguito, in questi giorni si è reso conto dell’oscurantismo delle coscienze e dell’arretratezza culturale del proprio contesto sociale. Fattori troppo importanti per poterli ignorare solo per continuare a manifestare. Di fatto, ogni suo sforzo sarebbe risultato vano se avesse continuato unicamente per una questione di “orgoglio” e non più per la nobiltà del concetto in sé.
    In questi giorni, per l’appunto, sono emerse reazioni disfattiste da parte di talune persone che, oppresse dalla propria ignoranza sull’argomento, stavano cercando di ostacolare la protesta coinvolgendo settori del tutto inopportuni, come per esempio la “psichiatria”.
    Tali condotte, irrispettose, ipocrite e capaci di minare, nonché segnare negativamente l’immagine futura di un individuo, sono alla base della sospensione dello sciopero. Savio Pagano si è perciò reso conto che nel suo contesto sociale non si hanno ancora le giuste cognizioni storico-culturali per comprendere appieno un “digiuno per protesta”, scambiato erroneamente per qualcosa più vicino al desiderio di suicidio, alla patologia o comunque, a qualcosa che non rispecchia affatto la realtà dei fatti.
    Con la sospensione dello sciopero della fame, Savio Pagano ha ulteriormente dimostrato il proprio livello di cultura e sensibilità, avendo ancora una volta messo avanti ai propri bisogni quelli del prossimo. Pertanto, egli si prefigge l’obbiettivo di diffondere la cultura e il vero significato di azioni pacifiste come lo sciopero della fame.
    A maggior ragione, avendo notato nei giovani un notevole distacco o addirittura di biasimo nelle rimostranze pacifiche, si impegna di diffondere la cultura della “pace” come unica arma futura per migliorare le condizioni umane, poiché è assolutamente da condannare qualunque forma di violenza che induca un “uomo” ad aggredire un altro “uomo”.

    Ad approfondire il concetto di sciopero della fame si riporta l’articolo supplicato sul sito dell’Associazione 25 Novembre Giornata Mondiale contro la Violenza alle donne

    Inedia

    Di Sara Aguiari

    “Tutto l’Universo si muove in conseguenza a qualcosa che s’è mosso in precedenza. In effetto di ciò, la [non] originalità delle idee e delle azioni umane, in continua evoluzione, pur potendo assomigliarsi non potranno mai essere quelle stesse”.

    Il digiuno è una pratica antichissima. Originariamente esso costituiva una usanza di carattere mistico-religioso con la quale le persone intendevano purificarsi nel corpo per avvicinarsi alle divinità. Successivamente assunse anche valenza medico-scientifica ed introdotto nella scienza medica con significati e scopi terapeutici. In tempi più recenti poi (come ultima risorsa verso la via della speranza), il digiuno è stato scelto altresì come forma pacifica nel manifestare proteste legate alla politica, all’etica, a disagi sociali e quant’altro. Comunemente detto “sciopero della fame”, questa forma di digiuno viene intrapresa dai pacifisti che, invece di armarsi per combattere il “nemico” in maniera violenta, scelgono di rinunciare di cibarsi, quindi di sacrificarsi facendo “la fame”, deperendo dentro se stessi l’aggressività. Ed è da questo punto cardine che il digiuno, come forma di protesta, affonda le proprie convinzioni etiche, morali e socio-culturali.

    Astenendosi dall’ingerire il cibo, il protestante pacifista, oltre a far deperire dentro sé ogni sentimento di aggressività, porta a conoscenza il suo “nemico”, che così facendo egli intende porgergli la massima fiducia che si potrebbe concedere al prossimo, al fine ultimo di rivoluzionargli la coscienza e “vincere insieme”. Al “nemico” infatti, il digiunante offre letteralmente il proprio corpo, che viene di proposito indebolito con la mancanza del nutrimento, allo scopo di renderlo inabile a qualunque forma di lotta materiale, fisica e violenta.

    Lo sciopero della fame è per questi motivi la forma di protesta più altruista e dignitosa in assoluto. Essa infatti viene consumata silenziosamente senza mai generare disordine o disagio alla comunità e ciò avviene perché il digiunante, oltre ad onorare il proprio “nemico”, si cura di trasferire l’equivalente rispetto alla collettività. Al contrario di quanto avviene in altri modelli di rimostranze dove, inevitabilmente, l’intera o parte della comunità viene coinvolta patendone i disagi.

    Nonostante tutti i nobili propositi di questa forma di protesta, molte persone in Italia hanno la tendenza a disapprovarla o addirittura ad emarginarla, come se si trattasse di qualcosa più vicino alla “pazzia”, alla “patologia”, all’essere “degenerati” che non a ciò che in realtà rappresenta, ovvero: un altissimo senso di civiltà, di coscienza interiore e di appartenenza a quell’unico grande disegno della vita che include e lega l’un l’altro, ogni essere vivente.

    Molto probabilmente questo fenomeno di pregiudizio sociale è mosso, più che dal buonsenso, dalla scarsa conoscenza del tema in sé, spesso mascherato dai tabù o confuso con problematiche individuali per nulla attinenti al caso specifico, come per esempio possono essere “l’inappetenza”, “l’anoressia” o addirittura “il desiderio di suicidarsi”. È corretto perciò chiarire che nulla di tutto ciò appartiene al reale significato del digiuno intrapreso come sciopero della fame e che al contrario, tale protesta nutre del più alto rispetto per la vita e per la sua integrale conservazione e che, cosa molto importante, esso si propone solo per un determinato numero di giorni e, il più delle volte, sotto stretto controllo medico.

    Esistono comunque casi in cui lo sciopero della fame è stato causa di morte per alcuni. Casi perlopiù collegati alla prigionia forzata, dove il prigioniero decide di non nutrirsi più sino alla morte. Personalmente, preferisco paragonare questi disperati casi umani alle semplici Capinere che, una volta catturate ed ingabbiate, scelgono di lasciarsi morire di fame per riappropriarsi della loro naturale libertà.

    Un dato socialmente interessante emerge invece dal fatto che ogni giorno, nella società occidentale perciò anche in Italia, qualcuno e per differenti motivi, da qualche parte intraprende lo sciopero della fame. Proteste importanti che però non godono di alcuna visibilità o risonanza, poiché nessuno dei mezzi comunicativi (come giornali o tv), le divulga. Il motivo di questo silenzio mediatico, specialmente nel nostro paese, risiede primariamente nel volere politico, una casta poco attenta ai bisogni del popolo e men che meno propensa a volersi confrontare con uomini o donne con reali valori morali, etici e di incorruttibilità. Più di tutto però, i politici stanno ben attenti a fare in modo che nessuno di questi casi di sciopero della fame venga sottoposto all’opinione pubblica, dacché il risveglio delle coscienze nella popolazione potrebbe certamente ripercuotersi negativamente contro loro stessi e contro i loro indegni interessi.

    Resta di fatto che solo in questo primo mese del nuovo anno, nell’intera penisola, isole incluse, sono davvero molte le persone che hanno deciso di abbracciare il digiuno come protesta, affamando se stessi in nome di un ideale, di un diritto mancato, un’ingiustizia, per amore del proprio paese. E pure gli anni passati sono gremiti di queste azioni pacifiche di protesta, solo che nessuno di chi avrebbe avuto il dovere di farlo ha avuto il coraggio di affrontare l’argomento e renderlo noto.

    Qui di seguito alcuni dei casi del momento:

    · In Sardegna, a metà gennaio ha avuto inizio uno singolare “sciopero della fame a staffetta”, per non lasciar morire di fame la scuola italiana, messa a digiuno dal taglio selvaggio delle risorse finanziarie. L’iniziativa porta la firma del Coordinamento precari di Oristano e ha già raccolto adesioni da tutta la penisola e persino in Grecia. Al momento hanno aderito: insegnanti precari, docenti di ruolo, dirigenti scolastici, personale Ata, studenti liceali e universitari e due sindaci, quelli di Marrubiu e di Villaverde.

    · Giuseppe Nobile, delegato Usb (Unione sindacale di base) della sede Inps del Vco, a Gravellona Toce, intraprende lo sciopero della fame i primi di gennaio, per protestare contro i tagli imposti dal governo Monti.

    · Jean Carlo Mattoni, atleta che vive a San Benedetto del Tronto, ha intrapreso lo sciopero della fame i primi di gennaio, per problemi inerenti al proprio lavoro.

    · A Palermo, Martino Morsello, uno dei capi del Movimento dei Forconi, il 18 gennaio ha iniziato lo sciopero della fame per via delle infamanti accuse di infiltrazioni mafiose tra i manifestanti del proprio movimento.

    · A Palermo, Ignazio Cutro’, imprenditore antiracket e testimone di giustizia, ha intrapreso dal 16 gennaio lo sciopero della fame e della sete rimanendo fisicamente sotto Palazzo d’Orleans, sede della Presidenza della Regione, per far sì che vengano rispettate le procedure ed consentirgli di avere il Durc (Documento Unico di Regolarità Contributiva, è un certificato unico che attesta la regolarità di un’impresa nei pagamenti e negli adempimenti previdenziali) e poter così tornare a lavorare.

    · In Piemonte, Salvatore Grizzanti e Igor Boni, due giovani impegnati in politica nel partito radicale, hanno intrapreso lo sciopero della fame nella prima metà di gennaio, per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle condizioni delle carceri piemontesi e per chiedere che la Regione nomini un Garante dei detenuti.

    · Venezia, Michele Boato, docente di economia, impegnato contro la nocività dell’industria chimica e nei movimenti pacifisti, ecologisti, nonviolenti. Dai primi di gennaio ha intrapreso lo sciopero della fame perché ha fame di verità sul PAT (Piano di Assetto del Territorio).

    · Savio Pagano, giovane artista catanese innamorato della propria patria, dal 16 gennaio ha intrapreso lo sciopero della fame per sensibilizzare la società, ma in particolar modo i giovani artisti, sugli insormontabili problemi che opprimono il Paese, rendendo precaria la vita e buio il futuro.

    Cordiali saluti
    Sara Aguiari

Annunci

Savio Pagano: digiuno per l’Italia

gennaio 31, 2012

LETTERA AI POETI

Cari poeti,

se di fama siete in cerca, se vi sentite unici, se vi sentite incompresi in questa terra, mi duole avvisarvi:

non c’è poesia ancora in voi, solo un’abbaglio del vostro ego.

Quando scriviamo, pensiamo che le nostre opere ci appartengono solo perché non abbiamo concezione del tempo.

Noi svaniamo ma ciò che abbiamo creato permane.

La poesia è come il mondo, non appartiene ad un singolo.

La poesia è di tutti.

Fare poesia è come sentire l’ebbrezza della velocità,

come ascoltare la musica, come scoprire il gusto di disordinare ogni cosa.

Se l’assaggi sentirai il sapore della trasgressione e della disobbedienza.

Parlare ed agire senza freni, nient’altro che questo:

mostrare la verità della vita senza paura alcuna.

Per essere poeti non serve studiare,

non serve la cultura, non serve la rima.

Persino la parola non serve,

anche un cane può essere poeta.

Ci vuole solo più udito per la vita…

La poesia è la nostra voglia di comunicare.

Basta anche un gesto… è come regalare un fiore.

Vincetevi e non perderete, cavalieri santi.

l’Audacia e la Verità sono la vostra spada,

la marcia che scandite è Il passo della morte:

seguitemi, e vivrete quanto le parole.

Savio Pagano


La protesta di Savio Pagano

gennaio 29, 2012


La protesta di un artista catanese

gennaio 22, 2012

Savio Pagano, giovane artista catanese, è oggi al settimo giorno di digiuno. Riporto di seguito le sue note e le motivazioni che lo sostengono.

 

PRIMO GIORNO DI DIGIUNO

LE MOTIVAZIONI

Per sconfiggere la mentalità criminale annidata da molti anni nel parlamento Italiano, che affossa i principi di sovranità della costituzione e preclude il bene del nostro popolo, invito il Papa Santo Padre ed il Presidente della Repubblica a pregare e digiunare con me fino alla morte ultima, o finché il parlamento criminale non dia la sua resa incondizionata al popolo italiano alle seguenti condizioni:

1.

Che non sia concesso a nessuno con cittadinanza Italiana e con precedenti cause penali o in corso di esercitare servizio pubblico. Che cessi questa immunità parlamentare poiché tutti gli Italiani sono uguali di fronte alla legge. L’Italia dispone di abbastanza cittadini onesti per rimpiazzare i criminali al potere.

2.

Che i deputati del parlamento italiano si dimettano e vengano giudicati scontando i loro reati come tutti gli altri italiani, poiché la loro presenza è un disonore alla sacralità del parlamento ed a ciò che rappresenta.

3.

Che le cariche pubbliche al parlamento ed al governo non durino più di due mandati e vengano abolite le cariche a vita, affinché vi sia un fresco ciclo di libertà nel servire la patria e difendere i suoi valori da leggi ad personam.

4.

Che non vi sia passaggio di cariche pubbliche da padre in figlio al fine di fortificare la propria famiglia creando un monopolio del potere,  poiché tutte le famiglie italiane sono uguali e con lo stesso diritto del benessere pubblico. L’Italia è una democrazia, non una Oligarchia.

Ogni respiro è storia.

Viva l’Italia.

Savio Pagano

 

 

SECONDO GIORNO DI DIGIUNO

LETTERA ALLE DONNE

Cara italiane,

è a voi che rivolgo questo mio pensiero rivoluzionario poiché costantemente scorgo la vostra forza.

A voi, che avete dominato i cuori degli uomini più potenti del mondo.

Siete un centro di gravità, tutto a voi si piega.

Non pensiate che sia la passeggera beltà a rendevi cosi influenti,

bensì l’amore che emanate è la segreta causa.

Voi generate il futuro, un vostro cenno potrebbe cambiare il mondo.

Voi siete le custodi di quel miracolo chiamato famiglia

e per questo vi metto in guardia: vi hanno ingannato.

La felicità di un paradiso ormai non vi sazia…

e scoprirete amaramente che non vi è massima bellezza fuorchè il vostro amore:

smettete di cercare invano. Siete il senso di questa vita.

La felicità di avere accanto una donna che ama solo te,

scuote il cielo, ed oscura pure dio.

Non perdete il vostro tempo: Siate famiglia e madri.

Savio Pagano

 

 

TERZO GIORNO

LETTERA AGLI STUDENTI

Cari Italiani,
è da un anno incessante che gli studenti di tutta Italia si sono ribellati selvaggiamente al governo. Visto che sono giovani mi sembra un messaggio molto forte.
Questi ragazzi non potranno dire grazie ai loro padri per ciò che gli stanno lasciando o insegnando…
hanno solo voglia di decidere il loro futuro ed essere ascoltati.
I giovani di questo paese vogliono il cambiamento… non parole, teatrini o scuse.
Ed è a loro più di chiunque altro che bisogna render conto poiché essi sono l’incarnazione del dio futuro.
Se questi giovani avessero le ali per volare spiccherebbero un balzo oltre i blindati antisommossa, oltre le vie e piomberebbero dal cielo come angeli dentro il parlamento, assetati di una sola parola: giustizia.
Quando il popolo non sfilerà più pacificamente ma prenderà le proprie auto per scagliarsi contro questa loggia che detiene adesso il potere, quando i televisori non serviranno più a formare quella maglia che ci tiene prigionieri chiamata “rete” ma oscureranno il cielo, lanciati dai balconi come protesta. Quando ogni italiano prenderà un sacchetto di spazzatura con se e lo scaglierà davanti al parlamento affinché sia restituito ciò che è stato donato alle città in cui viviamo. Quando le case dei potenti cadranno sotto un terremoto chiamato popolo: allora questi signori saranno finalmente uguali a noi, senza lavoro, senza casa e con e con il fetore della spazzatura sotto le narici: con i nostri stessi problemi. Respireranno il terrore che noi respiriamo ogni giorno.

Allora forse… una generazione dell’Italia cambierà.

Mai più succubi, mai più schiavi. Come se esistesse mai più.
Savio Pagano

 

 

QUARTO GIORNO DI DIGIUNO

LA FORZA DELL’ESEMPIO

Le cose vanno male perché pensiamo che tutto va male. Tutti sono svogliati, apatici, rassegnati ad un destino grigio, ad una prigione senza sbarre… Noi stessi.

Se tutti fossero d’esempio, se le persone che mandiamo al potere fossero d’esempio, questo mondo sarebbe di certo migliore. Non c’è presunzione nel dare l’esempio… solo tanta voglia di sognare. Abbiate un po’ di coraggio, siate maestri di vita. Lasciate stare l’umiltà e la gente che vi giudica: siate d’esempio, ed abbiatene altrettanti per trovare la vostra forza.

Come il maestro che ama i suoi allievi trasmettendo loro ciò che conosce, seguendo i loro progressi con interesse, così gli allievi ameranno il proprio maestro, ammirandolo per ciò che riesce a fare ed impegnandosi per superarlo al sol fine di superare loro stessi.

Vincersi, non significa perdere ma trovare un’equilibrio: la felicità interiore.

Ecco i miei esempi:

“NELSON MANDELA, GANDHI, S. FRANCESCO D’ASSISI, JEOSHUA BEN JOSEPH, GIOVANNI FALCONE, MIO PADRE, ARCHIMEDE, V PER VENDETTA, ARISTOTELE, LEONARDO DA VINCI, ALBERT EINSTEIN, ROCKY BOLBOA, MICHAEL J. FOX, PAOLO BORSELLINO, SALVATORE BORSELLINO, ….”

Per un nuovo rinascimento

Savio Pagano

 

QUINTO GIORNO DI DIGIUNO

LETTERA AGLI ARTISTI

Cari Artisti Italiani,
in questo momento così buio per la nostra libertà ed i diritti umani, lancio
a voi questo appello: siate artisti fino in fondo, colmi delle proprie idee
e sprizzanti di passione ed amore per la vita. Non chinate la testa a
nessuno e ricordate di osare sempre perché siete unici: brandite il
sentimento ed avete quindi l’energia di cambiare questo mondo.

Per citare un esempio storico ricordate il celebre caso di Charlie Chaplin
ed Adolf Hitler? entrambi artisti e nati lo stesso anno, stesso mese, nella
stessa epoca.

Il primo fu l’artista che fece ridere più persone al mondo. il secondo, fu
colui che le fece piangere! Entrambi cambiarono il mondo.

Il sentimento alimenta i nostri gesti, muove le masse, cambia il mondo… ed
è dunque un’energia quantificabile a tutti gli effetti.

Chi imbriglia il sentimento dispone di un energia assolutamente esponenziale
alle sue capacità fisico-motorie e trascende dai suoi limiti materiali.
Il sentimento è un energia dai caratteri esponenziali, paragonabile al vento
o alla forza del mare, alla forza di gravità… e regge il mondo che
conosciamo.

Vi parlerò delle vostre origini affinché possiate comprendere la vostra
natura.

Le origini di un artista si disperdono nel tempo, dubbia è la sua natura in
tutte le sue sfumature. Tormentati dalla felicità ed ossessionati dal
desiderio non troviamo mai pace.
Solo la creazione, fisica o astratta che sia, ci appaga davvero.
Una cosa è certa: siamo nati per creare. Osservando l’universo ci rendiamo
conto che c’è un architetto, una mano comune che ha dipinto questo quadro
chiamato mondo. I fiumi hanno la stessa forma delle vene e dei fulmini, gli
occhi sono lo specchio dei pianeti e potrei continuare così all’infinito,
persino le nuvole si divertono a sembrar qualcosa… Ogni giorno ci
svegliamo, apriamo gli occhi e ci vestiamo, ma ciò che indossiamo sono solo
le nostre convinzioni.

L’artista vive spoglio, lontano da tutti fra le nuvole… e da li osserva il
mondo, coperto solo dai suoi pensieri che non conoscono pudore. può fermare
il tempo e mostrarti le meraviglie del mondo, può stupirti, farti sentire
un’emozione come mai avevi ambito. Può amarti e catturare la tua essenza…
senza sfiorarti con un dito. Vivere è il suo lavoro, lavorare è il suo
passatempo, fare arte è la sua vita.

Le passioni terrene non vi saziano, perché amate le idee più di ogni altra
cosa. ma credo che se fossimo nati per accontentarci della realtà non
avremmo bisogno di sognare.

Mangiare, fare una casa, essere il capo, difendere il proprio territorio,
crescere, avere una compagna, fare dei figli: vi sembreranno aspirazioni
alla stregua di un cane. Voi siete di più. Ma per esistere non basta
pensare, bisogna essere.

L’audacia è la spada dei poeti, vivete ogni giorno come fosse l’ultimo.questo
è il mio ragguaglio; e con la stessa passione gettatevi nel fuoco. E’ per
questo che esistiamo: siamo nati per osare. Voi siete nati eroi. perché
cos’è un eroe se non la voglia di sentirsi libero?

Non abbiate dubbi, è l’amore che vi rende tali, avrete sempre qualcuno che
vi ama anche se non lo sapete. se avete ancora fiato: amate. L’arte non si
fa, si vive.
L’amore è una fede. Non tentate di sfuggire all’amore perché esso è come la
vostra ombra, vi raggiunge sempre.

Da quando nasciamo a quando moriamo siamo un incendio di emozioni. Cresciamo
e soffriamo, impariamo e cambiamo. Amiamo e bruciamo la nostra passione come
fosse una gara senza regole. E’ l’anima di questo secolo che ci accomuna,
poiché il tempo è breve ma eterno, ci spaventa ma ci inebria. Vogliamo
essere per esistere, osare per sognare. Vogliamo essere lo scatto di questo
istante che ci travolge e non si ferma mai… e che nei ricordi, rimarrà per
sempre.

Se non avete ancora compreso posso parlarvi di batter d’ali ma spiegarvi
cosa si prova a volare è impossibile.

Non abbiate paure, le vostre idee sono immortali. La morte giunge solo
quando smettiamo di sognare, poiché solo chi muore sognando vive per sempre.
Siate cacciatori di rari sorrisi, scoprirete con meraviglia che essi sono
come fiori, crescono anche nel deserto.

Dillo a te stesso: io sono il futuro, supererò la velocità della luce,
esplorerò lo spazio tempo. Viaggerò fra i buchi neri, domerò le masse, farò
le guerre, creerò la vita a mio piacimento… e tutto questo, solo per non
ammettere che esiste l’impossibile.

Scrivete. raccontate al futuro del mondo e delle cose da conoscere, domani
saranno favole per crescere. Amate, generate la vita perché senza un inizio
la fine non ha senso ed è solo quando comprendi di appartenere al mondo, e
non a te stesso, che scopri di non aver confini.

E’ la paura di essere felici che ci impedisce di volare.
Basta un balzo per sfiorare il cielo.
La vita è puntare la propria stella, non sprecate il vostro tempo,
ogni respiro è storia. Memento mori.

per un nuovo rinascimento
Savio Pagano

 

SESTO GIORNO DI DIGIUNO

NOTE SUL TEMPO

Se la vita durasse un minuto capirei sicuramente chi sono.

Un minuto: il giusto tempo per riflettere.

Il cielo sarebbe psichedelico, alternato da battiti di pioggia e raffiche di vento,

il mio gelsomino diventerebbe una cascata di fiori

e il fluire delle emozioni sarebbe un’estasi mai provata,

il dolore non avrebbe il tempo di divenire tale e tutto sarebbe un coito.

Il suolo si smantellerebbe liberandosi come polvere,

gli animali avrebbero un unico verso.

Passati i primi secondi prenderei coscienza di me stesso

e dello spettacolo che è la vita.

Picchi di fiamme, rullanti di tuoni,

voci e volti che appaiono e svaniscono come spettri,

il minimo gesto influenzerebbe tutto questo

come una mano che modella un vaso d’argilla.

Ci duplichiamo, vediamo noi stessi crescere per esser poi spazzati via dalla tempesta.

Il gusto, la bellezza del nostro corpo, il potere, la noia, la materia che abbiamo accumulato in vita non ha più senso, prostrata al dio della velocità.

E verso la fine, quando notiamo che le mani diventano rinsecchite,

un’insensato panico ci blocca il cuore

e capiamo, che siamo attimi.

Savio Pagano

 

 

Tutte le notizie che riguardano Savio le troverete su
www.akkuaria.com/saviopagano
http://www.facebook.com/savio.pagano


Le amnesie di Eros

gennaio 15, 2012

Questo slideshow richiede JavaScript.


Le amnesie di Eros

gennaio 12, 2012

Dal 13 al 20 Gennaio 2012

presso il Delice Theluxury Coffee

in via Pietro Toselli 16c

Catania

la mostra di elaborati grafici

appartenenti all’opera virtuale “Le amnesie di Eros

di Vera Ambra



Una poesia

gennaio 11, 2012

Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell’altro,

e dirà: Siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato

per tutta la vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d’amore,

le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. È festa: la tua vita è in tavola.

DEREK WALCOTT
da  “Mappa del nuovo mondo”