Stasera Anna dorme presto

novembre 30, 2011

Dopo il successo di “Tu non dici parole”, celebrazione delle parole belle, insistita e intensa ricerca linguistica e di costume, indagine profonda sul potere salvifico e magico del linguaggio, ecco una nuova storia di Simona Lo Iacono. Cambiano epoca e ambientazione, cambia il registro linguistico, ma rimangono immutate l’introspezione psicologica e l’infinita ricerca.

Ho sin dall’inizio paragonato la scrittura di Simona a un cocktail perfetto: dolcezza e sapidità insieme, aggressività e capacità di stupire in un mix che si avverte studiato e sapiente, ma che alla fine risulta naturale e fresco, talmente facile “da bere” che non riesci a chiudere il libro prima che sia finito.

È un viaggio, “Anna dorme presto”, dentro quattro personaggi intrecciati come un nodo d’amore alla greca, in cui verità si sovrappongono , si contraddicono, entrano in perversi minuetti per cambiare prospettive e percezioni.

Simona è giudice, però da scrittrice sospende il giudizio e consegna al lettore il proprio martelletto. Solo il lettore, infatti, resta unico depositario della verità –una propria personale verità- perché sa, in fondo al viaggio, che la verità è un prisma, che ciascuno di noi è vittima e carnefice al tempo stesso, che il dubbio è l’unico breviario al quale affidarsi per non cadere in errore.

Se le donne che leggono sono pericolose, quelle che leggono sono eversive. Probabilmente spaventano gli uomini, già intimoriti dalla capacità di procreare,  di dare la vita.

Ma se attribuiscono quella facoltà a Madre Natura, questa invece devono ricondurla a un mucchio di neuroni che funziona in modo differente dal loro.

Linearità razionalità conseguenzialità rigore coerenza -quanti uomini sognatori conosco?-  dalla parte maschile dell’universo e vaghezza sogno creatività inventiva insight dalla parte femminile?

Intelligenza monolitica da una parte e multiforme dall’altra?

Non mi piacciono gli schematismi, le categorizzazioni che considero gabbie, però… pensate per un attimo agli uomini che devono fare una cosa per volta rispetto alle donne multitasking!

Anna scrive  -dovremmo dire evade?- e questa è la sua colpa. Anna preferisce la penna allo straccio della polvere, aspetta che il marito esca di casa per rifugiarsi nel proprio meraviglioso mondo, sacrificando il sonno alla scrittura.

Chi di noi, femmine casalinghe o lavoratrici mamme mogli tuttofare, che devono scrivere o muoiono, non si riconosce in tutto questo?

“Scrivevi per ore col pigiama ancora addosso, acciambellata su te stessa e trascurando tutte le faccende di casa. Ti risolvevi ad alzarti solo un’ora prima che Carlo arrivasse, riassettando alla spicciolata e imbastendo una cena veloce che gli desse però l’impressione che fossi stata ore a prepararla.”

La scrittura come disordine, sovvertimento, dunque, quando invece la scrittura è mettere ordine alla propria personale entropia: “Non ci sei stata nell’ordine che hai fatto solo per Carlo.” Un ordine che è ricerca maniacale del controllo, nel tentativo che niente si discosti dai binari del consueto, ed è questo che Carlo vorrebbe, pur contraddicendosi nel momento in cui accoglie l’avventura nella propria esistenza, apparentemente perfetta.

“…leggere libri è un segreto. La letteratura è un segreto. Ed è anche un gesto ultimo, rischioso.”

La scrittura è ribellione solo se coniugata al femminile?

Scrivere è fuga dal quotidiano, certo, ma è costruzione di altri mondi. È edificare paesaggi alternativi a quello che si ha davanti, che evidentemente non basta.

Protagonista la scrittura, quindi, ma anche il tradimento. E di vari tipi ( il padre di Anna, che la svende per poco; Giovanni, che la baratta per la carriera; Carlo, che accetta lo scambio).

Anche il tradimento coniugale è il tentativo di colmare un vuoto. Chi mai, se innamorato, può innamorarsi? Dalla sazietà, dall’appagamento non si ingenera la fuga. Per questo credo non ci sia mai un solo colpevole in uno scollamento della coppia. Se è ben adesa, nulla può incrinarne la struttura: se si avverte un cigolio, una mancanza, se all’improvviso ti trovi per casa qualcuno che non riconosci  -ma che un giorno lontanissimo hai scelto-  allora sì, comincia a farsi scivoloso il terreno. E ogni cosa può accadere.  Perché ognuno di noi ha dei bisogni e cerca di soddisfarli. Poi, più spesso, prevalgono il buonsenso, il dovere, la dedizione. E a volte la fedeltà è solo ammantata di paura. Per morire dentro, lentamente. Inesorabilmente.

È una scrittura, quella di Simona che, come dicevo, ha il potere di sorprendere e stregare; sul piano stilistico, sarebbero molte le annotazioni da fare, ma lascio questo compito ai tecnici.

Mi piace sottolineare soltanto la struttura sintattica  -sovvertita per ricreare il respiro della parlata siciliana-  i verbi utilizzati in maniera originale e inconsueta, le parole di nuovo conio che ti fanno trasalire, che aggiungono un aroma speziato all’accordo di sapori. E infine le ncroccature (uso il termine dialettale perché mi piace di più), cioè il “gancio” tra un capitolo e l’altro, espediente di sicuro effetto.

E allora dormi presto, stasera, Anna. Dormi ma sogna e poi svegliati e scrivi, e sogna ancora: insegui senza timore il tuo pezzetto di felicità.

Ciao, Anna, è stato bello viaggiare con te.

Dalla Prefazione di DARIA BIGNARDI a “Le donne che leggono sono pericolose” di Stefan Bollmann – Elke Heidenreich:
“Le donne che leggono sono pericolose soprattutto per se stesse. Ci sarà un motivo se la storia dell’umanità ha ritardato la lettura alle donne: la natura sapeva che avrebbe complicato loro la vita. Comunque sia, pazienza: leggere è meraviglioso, è forse l’esperienza più emozionante della vita, quella che ti accompagna più a lungo, dall’infanzia alla morte.

[…]
Le donne che leggono sono pericolose perché non si annoiano mai e qualunque cosa accada hanno sempre una via di fuga: se ne infischiano se le fai troppo soffrire perché loro s’innamorano di un altro libro, di un’altra storia, e ti abbandonano.

[…]

Le donne che leggono sono pericolose perché nutrono i loro sogni e non c’è nulla di più rivoluzionario di una donna che sogna di cambiare la propria vita: se lo fa, farà la rivoluzione, se non lo fa seminerà il terrore.”

Da Piccole mosche! di Elke Heidenreich, in “Le donne che leggono sono pericolose”:

“Sui roghi dell’Inquisizione andavano in cenere soprattutto donne libri.

[…]

Le donne  che leggono dimenticano tutto: le faccende domestiche, il marito, eventualmente l’amante, conta solo il libro, l’intimità con colui che le sta raccontando una storia, mentre l’uomo che le sta di fronte con la pagina di economia del giornale non riesce a scrutare nella sua mente e le fa la più stupida delle domande:  A cosa stai pensando Lei è da tutt’altra parte, dove lui non può seguirla.”

Da “Noi due come un romanzo” di Paola Calvetti:

“Per salvarsi si legge. Ci si consegna ad un gesto meticoloso, una strategia di difesa ovvia ma geniale. Per salvarsi si legge. Linimento perfetto. Perché forse per tutti, leggere è fissare un punto per non alzare lo sguardo sulla confusione del mondo, gli occhi inchiodati sulle righe per sfuggire a tutto, le parole che una a una stringono il rumore in un imbuto opaco fino a farlo colare in formine di vetro che chiamiamo libri. La più raffinata e vigliacca delle ritirate. Dolcissima. Chi può capire qualcosa della dolcezza se non ha mai chinato la propria vita, tutta quanta, sulla prima riga della prima pagina di un libro? Quella è la sola, e più dolce custodia di ogni paura. Un libro che inizia…”

Le donne che leggono, e scrivono, sono pericolose perché attingono dalla parola una forza capace di scardinare la realtà, perché sono libere, e pensano.

“Quando Anna abbassava lo sguardo su un libro, era come assistere a un’oltraggiosa evasione.

[…]

Non si può togliere quel tipo di libertà.

[…]

Assolta o condannata, la libertà di leggere, e di scrivere, sopravvive comunque.”

Per altre recensioni sul libro  di Simona:

http://letteratitudine.blog.kataweb.it/2011/09/23/stasera-anna-dorme-presto-di-simona-lo-iacono/

http://www.thrillermagazine.it/libri/11830

http://hounlibrointesta.style.it/2011/10/12/barbara-garlaschelli/

http://flanneryblog.wordpress.com/2011/10/17/stasera-anna-dorme-presto-di-simona-lo-iacono/

Per ascoltare la voce stessa dell’autrice, rimando al blog di Massimo Maugeri

http://letteratitudine.blog.kataweb.it/2011/09/23/stasera-anna-dorme-presto-di-simona-lo-iacono/

 

http://www.cavallodiferro.it/catalog/title/?cmd=ext&title_id=112

http://www.saltinaria.it/news/cultura/11571-stasera-anna-dorme-presto.html

http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/32900

 

la recensione di Renzo Montagnoli

http://www.kultunderground.org/articoli.asp?art=1933

http://www.liberolibro.it/simona-lo-iacono-stasera-anna-dorme-presto/

di Sabina Corsaro

http://www.loschiaffo.org/stasera-anna-dorme-presto/

Di salvo Zappulla:

http://www.art-litteram.com/index.php?option=com_content&view=article&id=449:stasera-anna-dorme-presto&catid=17:letteratura&Itemid=27

 

di Graziella Nicolosi:

http://www.lazonafranca.info/2011/09/27/%E2%80%9Cstasera-anna-dorme-presto%E2%80%9D-di-simona-lo-iacono/

graziella nicolosi

“Diritto e letteratura sono fratello e sorella. Le origini dell’uno si confondono con quelle dell’altra”: è questa l’opinione di Simona Lo Iacono, magistrato siracusano che da anni si occupa del rapporto fra parola e diritto. Non a caso fa parte dell’EUGIUS (Associazione Europea dei Giudici-Scrittori) e della IDL (Società Italiana di Diritto e Letteratura). Le implicazioni giuridiche della scrittura e il carattere narrativo del processo sono alla base della sua indagine, che negli ultimi anni è sfociata nella pubblicazione di alcuni volumi e in una rubrica letteraria, che tiene con successo sul blog “Letteratitudine” di Massimo Maugeri. Giurista e mamma di giorno, la Lo Iacono dedica le ore serali al mondo della scrittura. Con il suo primo romanzo (Tu non dici parole) nel 2009 ha vinto il Premo Vittorini Opera Prima. Poi ha pubblicato – a quattro mani con Maugeri – il racconto “La coda di pesce che inseguiva l’amore”, a cui è seguito “I semi delle fave”, vincitore del Premio Scrivere Donna. Nel 2010 le sono stati conferiti il Premio Internazionale Sicilia per la Narrativa “Il Paladino” e il Premio “Festival del Talento Città di Siracusa”. Da qualche settimana ha dato alle stampe il libro “Stasera Anna dorme presto” (Cavallo di ferro editore), che è stato presentato ieri nella sede catanese de La Feltrinelli, alla presenza dell’autrice e del collega Massimo Maugeri. Si tratta di un racconto a quattro voci, in cui la stessa storia viene scandagliata da quattro personaggi diversi, due donne e due uomini: Carlo e Anna, marito e moglie; Elisa, amante di Carlo; Giovanni, cugino di Anna a lei legato dall’amore per la letteratura e un profondo affetto. I loro destini si intrecciano e si sovrappongono; ognuno vive il tradimento a modo suo, e variegati sono i toni usati nel racconto: dolente quello di Anna, aggressivo nel caso di Elisa, epistolare per Giovanni e difensivo per Carlo, che si rivolge ad un tribunale immaginario di fronte al quale tiene la propria arringa. La storia è ambientata tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70: Anna abbandona la Sicilia e le proprie aspirazioni per sposare e seguire a Roma Carlo, giovane e brillante avvocato. Ma il matrimonio non va come desiderava; ben presto affonda nella freddezza, finché Anna scopre il tradimento del marito con Elisa, una giovane avvocatessa rampante. Da qui scatta in lei il desiderio di ripercorrere il passato, in un diario immaginario in cui appunto si alternano le voci degli altri tre personaggi. Ognuno ha la sua verità, e alla fine solo il lettore potrà riannodare i fili dei loro percorsi. “Il libro non fornisce un giudizio – spiega l’autrice – ha solo il compito di raccontare la complessità della vita, la fragilità umana, l’incapacità di amare e di amarsi veramente. A differenza delle aule di tribunale, in cui ogni giorno mi trovo a dover emettere un verdetto, qui resto in disparte, faccio parlare i protagonisti senza parteggiare. E di volta in volta, i quattro sembreranno vincitori e vinti, carnefici e vittime, traditori e traditi. Anche se il vero tradimento è quello che compiono verso loro stessi, non riuscendo a seguire in pieno i propri desideri”. Solo alla fine del suo viaggio, dopo aver dato voce al “tribunale interiore” che ha allestito dentro di sé, Anna potrà finalmente trovare un po’ di pace, e “dormire presto”, come recita il titolo del libro.

marianna abate:

http://chronica-libri.blogspot.com/2011/07/stasera-anna-dorme-presto-tu-parla-mi.html

emilia ferrara

http://www.unmondoditaliani.com/a-siracusastasera-anna-dorme-presto.htm

marisa cecchetti:

http://www.alleo.it/content/simona-lo-iacono-stasera-anna-dorme-presto

goffredo palmerini

http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article19044

http://www.lasesia.vercelli.it/stories/Un%20libro%20ogni%207%20giorni/357_stasera_anna_dorme_presto/

 

e quella di Cristina Bove

http://altriautori.blogspot.com/2011/07/stasera-anna-dorme-presto.html

le foto sono a questo indirizzo:

http://www.lazonafranca.info/2011/09/27/%E2%80%9Cstasera-anna-dorme-presto%E2%80%9D-di-simona-lo-iacono/


Ancora a proposito di King

novembre 30, 2011

 

I PERSONAGGI

Essendo una dichiarata, inguaribile (che meravigliosa malattia!) king-addicted, potreste pensare che, come ogni innamorato, non veda i difetti.

Non è così, sono molto critica, e oggettiva. Spesso ho chiuso un libro di King con la sensazione di qualcosa di stonato, a volte gli epiloghi mi hanno lasciato l’amaro in bocca, ho colto sbavature e incongruenze… ma, proprio come gli innamorati ho capito che faceva parte del “pacchetto”. La perfezione non esiste, anche se la si persegue costantemente. Le storie ci sono, e ti prendono. Vorrei soffermarmi però sulla caratterizzazione dei personaggi. Ti restano addosso per anni, puoi dimenticarne il nome, l’aspetto, ma sono lì, potenti e incancellabili. Finisci il romanzo e ti restano a fianco, e continui a pensarci… non è che mi capiti con tanti altri autori –e certamente non frequento solo King, anche perché avendo letto l’opera omnia o quasi (mi manca solo la saga della Torre nera), dovrei aspettare un paio d’anni per leggere un libro.

Qualche esempio, magari insufficiente.

 

CUORI IN ATLANTIDE

Liz, la madre di Bobby Garfield, , dolente e buffa, perdente, incapace di amare, o comunque di dimostrare amore.

 

LA STORIA DI LISEY

Lisey Debusher e il suo amore per Scott, che travalica tempo e spazio, che va oltre la morte, la follia e la ragione.

 

COSE PREZIOSE

Leland Gaunt, che conosce i più reconditi desideri e segreti delle sue ignare/compiacenti vittime, nella Castle Rock che conosciamo bene, assieme al piccolo Brian con le sue figurine e a Polly Chalmers con la sua devastante artrite reumatoide.

 

L’ACCHIAPPASOGNI

Ancora la città di Derry per quattro amici uniti per sempre. Si potranno trovare discutibili le “donnole maledette” (definite così da Thabita King), ma mai si potrà dimenticare il rapporto forte e indissolubile che lega Jonesy, Henry, Beav e Pete attorno alla figura tratteggiata senza facile pietismo di Dudditts, Douglas Cavell, un ragazzo down salvato dal branco.

Il protagonista, passando a Derry nota un monumento alla memoria dei bambini uccisi, firmato con affetto dai “Perdenti” ma imbrattato da una scritta di vernice rossa che dice: “PENNYWISE VIVE!”

IT E I SETTE PERDENTI

Ancora un rapporto d’amicizia, che resiste al tempo. Sette ragazzi legati da un terribile segreto, impegnati in una missione più grande di loro.

 

DOLORES CLAIBORNE, con  il ricorrente tema dell’incesto.

 

ROSE MADDER, un incipit inquietante e forte come un pugno nello stomaco, violenza sublimata da una scrittura potente.

 

Jack Torrence in SHINING

 

MISERY NON DEVE MORIRE

Lo scrittore Paul Sheldon e l’ossessione di Annie Wilkes per il personaggio di Misery.

 

IL GIOCO DI GERALD

Jessie, che si sveglia solo per precipitare dentro un incubo, dal quale si direbbe impossibile uscire…

 

CELL

Clay Ridel e il figlio John: a volte gli excipit dei romanzi di King non mi hanno convinta, ma questo è particolarmente toccante: cosa non si farebbe per il proprio figlio?

E si potrebbe continuare a lungo…

 

 


Cell generation

novembre 28, 2011
CELL GENERATION
Racconti sul darwinismo telefonico
Vittorio Frau
Ed. Akkuaria

Ironico brioso leggero, una bevanda dissetante e frizzante, una vera vacanza dall’insensatezza e dalla grevità della vita.

Vittorio descrive situazioni paradossali che spesso però sono vere  -la realtà non di rado surclassa l’immaginazione- coglie in momenti particolari un respiro di comicità, restituendo levità a ciò che non ne ha.

Le storie di Vittorio Frau fanno divertire e riflettere  al contempo, aprono un occhio ulteriore sulle contraddizioni e sulle scelleratezze del nostro quotidiano, senza facili moralismi e giudizi.

Il telefono cellulare diventa allora un pretesto per godibilissime descrizioni al limite del surreale, diventa lo strumento per rivelare la stupidità di chi si fa schiavo di questo aggeggio ormai indispensabile che, come ribadisce l’autore stesso, si è impadronito delle nostre esistenze.

GABRIELLA ROSSITTO

“Cell generation” è il mio ultimo lavoro. Sono sempre stato affascinato dalle mutazioni sociali causate nelle nostre vite dalla prepotente invasione dei telefonini; osservando l’assurdo comportamento delle persone in nome dell’infame accessorio, ho cominciato a pormi una domanda: cosa accadrebbe al genere umano se da un momento all’altro sparissero tutti i telefonini? Saremmo in grado di sopravvivere o finiremmo divorati dall’inedia? Come potevamo noi studiare, lavorare, socializzare e comunicare prima che inventassero i cellulari?
Ai nostri giorni il genere umano è nettamente diviso in due distinte categorie: i pre-telefonino,cioè coloro che, come il sottoscritto, sono nati e cresciuti prima dell’avvento del telefono cellulare, e i post-telefonino, i ragazzi venuti al mondo dopo il 1990 che hanno visto la propria nascita annunciata direttamente tramite il cellulare, tenuto saldamente nella mano della propria mamma, dolorante spossata, magari ancora tormentata dall’ago e il filo dell’ostetrica, ma con l’inseparabile attrezzo stretto fra le dita tremolanti. In questo “viaggio” che ho voluto intraprendere tra ridicole suonerie e atteggiamenti al limite del ricovero coatto, sono arrivato a una conclusione: non siamo noi a piegare il telefono cellulare al nostro volere, ma è esattamente il contrario: è “lui” a essersi impadronito delle nostre vite e a dettare i ritmi della nostra giornata, trasformandoci in inconsapevoli attori comici nel palcoscenico della quotidianità.

VITTORIO FRAU

E adesso un brano del libro, scelto dall’autore stesso.

“Dio solo sa cosa abbia portato Eugenio, il mio meccanico, a comprarsi un microscopico telefono cinese non adatto alle sue grosse dita. Il telefono, unHaier tri-band, è largo poco più di tre centimetri; il polpastrello del suo indice ha un diametro di due centimetri e mezzo. Non occorre essere geni per capire che, con un dito simile, non può premere un tasto solo, ma agisce contemporaneamente sull’intera tastiera, quindi, a meno che non abbia qualcuno da chiamare con il numero 123456789#0* , Eugenio ha fatto un acquisto inutile. Ma avevo fatto i conti senza considerare la duttilità della mente umana quando si trova ad affrontare situazioni disperate: un problema come quello di Eugenio, comune a molti altri lavoratori manuali o temutissimi andrologi, aveva due possibili soluzioni: la prima, improponibile, era quella di tornare a un telefono a “misura di dito”, la seconda era una mini-mutazione fisica che supplisse a quella genetico-evolutiva probabilmente già in atto. Chi non ricorda l’oscena e antigienica unghia del mignolo, lasciata crescere per compiere disgustose operazioni di trivellazione in sordidi pertugi? Quante volte, fermi al semaforo, abbiamo guardato con raccapriccio il conducente dell’autovettura al nostro fianco che ingannava l’attesa del “verde” servendosi della sua punta acuminata per raggiungere profondità nasali altrimenti inesplorabili? Da quando la corsa al rimpicciolimento del cellulare ha fatto sì che il problema di Eugenio dilagasse, l’immonda “unghietta” è ricomparsa, diventando indispensabile compagna dei moderni cellulari.

Ora i milioni di “Eugeni” sparsi per il mondo, possono accedere ai minuscoli tasti, ma non solo: l’unghia è perfetta per aprire in un attimo i telefonini a sportellino, agendo come una leva che s’insinua con facilità tra le due parti. Si aggiunge quindi un altro terribile effetto collaterale dovuto all’uso del telefono: lo “sdoganamento” della sordida unghia, ritenuta estinta sotto i colpi del vivere civile, ora è di nuovo lì, ufficialmente accessorio del telefono, ma chi può garantire che i possessori di tale appendice, nell’intimità della propria casa, non la usino anche per gli antichi scopi, trivellando allegramente tutto il trivellabile?”

 

Ebbene, che aspettate a leggerlo?


Premio letterario “Donna semplicemente donna”

novembre 26, 2011

Nell’ambito delle manifestazioni relative al 25 novembre, giornata contro la violenza alle donne, sono stati premiati ieri sera, al Palazzo Platamone di Catania, i vincitori del Premio letterario “Donna semplicemente donna” curato da Vera Ambra.

Per la sezione poesia:

Primo premio:

PER UNA BELLISSIMA DONNA

Disegno una mappa

Quella delle tue mani.

Amorevoli materne mani di donna.

La chiave è qui, nella tua carne

Nelle pieghe del tuo dolore,

Negli angoli dei tuoi sensi,

Nelle tue gioie senza risposta.

Prendo le tue mani e le sfioro con le mie labbra

Una felicità di rosa appena sbocciata..

Sei il centro dell’alba e del tramonto

                               L’arcolaio del giorno.

Un guizzo nei tuoi occhi stupisce e cattura..

                                   Tu sai.

Una ruga nuova sul tuo volto in accordo perfetto

Con le tue mani irruvidite dagli anni furiosi del tempo,

Con gli amori strappati a morsi.

Una favola affranta che celebra frammenti d’azzurro

Cavalluccio marino di profondità gentili.

Un sussurro e un abbraccio

Come benevolo sfiorare la guancia di un bimbo

O come seducente arrivederci.

Questa la tua guerra

  E questo il tuo canto.

Gabriella Pison

Un inno dedicato a una figura di donna tratteggiata con immagini fresche e inusuali, un inno probabilmente alla madre, celebrazione di tutte le donne coraggiose impegnate in guerre personali e quotidiane e comunque vincenti per l’amore che le rende uniche.

Secondo premio:

CASSANDRA

Lo so.

Prima di ogni tempo

l’ho visto accadere.

Persino la mia morte

portano impressi

questi occhi miei

colmi di futuro

e di sciagura.

Non ho paura.

Troia in fiamme

sorprende voi;

non impressiona me.

Lo sapevo.

Prima di ogni tempo

l’avevo visto accadere.

Anche la mia lingua

muta

l’aveva previsto

alle vostre orecchie

sorde alle mie grida.

Mi attende, ora

l’ultima tappa

di questo estremo viaggio:

priva di ogni sostegno

varcherò l’Ade

rivestita solo

di sangue

e coraggio.

Alessandra Carnovale

Il mito ci restituisce una splendida Cassandra, foriera di sciagure, inascoltata e altera, consapevole del proprio dono, che è al tempo stesso condanna. Ma non c’è posto per la paura: anche la propria morte, nitida nello specchio del futuro va affrontata con coraggio.

 
Terzo premio ex aequo:

PENSIERO DI GUERRA

Malinconico pensiero

tra spari e sangue

di un soldato bambino,

che un destino infelice

vedrà morire.

Pianto di madre e di sorella,

la guerra,

lusingatrice di uomini,

riempirà di singhiozzi le vostre gote.

La speranza del suo ritorno è lontana,

troppo lontana

perché il sole risplenda

in tramonti infuocati.

Piangete donne,

l’aria è putrida di morte,

la fine non sarà mai l’inizio.

                                                                                             

Anna Maria Scuderi

 Una condanna della guerra non retorica o ovvia, attraverso la figura di un bambino soldato, condannato a una fine certa, dove solo le donne piangono i morti, e dove solo le donne potrebbero cambiare la storia.

*

Diafane stanno

le anime in volo

angeli rese

dai bimbi in paura

che piegati dal freddo

e snudati nel cuore

piangono d’altri

i pupi giocare

di fianco ai guanciali

nei sogni più brutti

e di case più calde

dei fuochi nemici

con mani alle toppe

vanno pregando

Qui aperte le mense

a saggi ed ignavi

campanili alle stelle

coi canti legati

come tuono d’estate

a me il pianto

piombò

E più grande divenne

dell’anima il mondo

confusa ai granelli

di sabbia pestata.

Dominga Carrubba

Immagini evocative e suggestioni, anime in volo e bimbi in paura,in un quadro surreale pieno di allusioni a scenari che potrebbero essere di guerra o più semplicemente esprimere il dolore del mondo.

Per le altre sezioni vai al sito:

http://www.venticinquenovembre.it/index.htm

 

Per gli altri risultati:

http://www.aicscatania.it/donna2011.htm

http://www.aicscatania.it/donna2011premiazione.htm

SEZIONE LIBRI

1a classificata La bambina che beveva cioccolata di Laura Monticelli Conetta

2a classificata Segreti di Irene Pecikar

3a classificata Perle d’acqua di Titti De Siemis

 

Premio della Giuria

Altri tempi di Santina Russo
La mia storia – la mia estate di Lucia Favoccia
Vedere oltre….  di Simonetta Ariu

Il solista, di Luciana Baruzzi

Fuoco di luci di Rosaria Carbone

All’ombra di un respiro Vincenza Armino

 

Narrativa
1a classificata La cernitrice di Laura Vargiu
2a classificata Respira di Annalisa Maugeri
3a classificata I Galli. Le parole alla memoria, di Nadia Galli
 

Premio della Giuria

Tra-dita di Angelica Dell’Omo
Segreto di famiglia di Antonella Cardella
L’apparenza inganna di Rosa Maria Di Salvatore
Il giardino di Teresa di Liliana Tuozzo
Un romantico nostalgico tragicomico Novembre  di Annarosa Spota
Doppiamente libera di Francesca Padula
Tutto accade per un motivo di Alessandra Torrini
Fiori nella polvere di Milly Nale
Il silenzio delle cicale di Milly Nale
 

Poesie
1a classificata Per una bellissima donna di Gabriella Pison
2a classificata Cassandra di Alessandra Carnovale
3a classificata Diafane stanno le anime in volo Dominga Carrubba
3a classificata ex aequo Pensiero di guerra di Anna Maria Scuderi

Premio della Giuria

Poesia di Isabella Giannone
Sacrario di Giusi Baglieri
La sabbia nel letto di Laura Di Marco
La finestra sulla strada di Maria Paola Di Cristina


Viaggio all’alba del millennio

novembre 26, 2011

Alla libreria Saltatempo di Ragusa, il 23 novembre, Massimo Maugeri ha presentato il suo ultimo libro, Viaggio all’alba del millennio, una raccolta di undici racconti, specchio delle nostre odierne -nuove- paure, racconti intensi e sorprendenti, in cui i personaggi si rincorrono dentro una serie di rimandi e citazioni interne.

Carlo Blangiforti ha parlato diffusamente del libro,dando particolare rilievo alle soluzioni stilistiche e all’originalità delle storie narrate.

 

Intervista a massimo Maugeri:

http://www.lettura.it/1421/intervista-massimo-maugeri-libro-viaggio-alba-millennio-9788883725265/

http://www.gruppoperdisaeditore.it/Catalogo/Perdisa-pop/Romanzi/Viaggio-all-alba-del-millennio.aspx

http://valterbinaghi.wordpress.com/2011/07/17/viaggio-allalba-del-millennio-di-massimo-maugeri/


Venticinque novembre, per non dimenticare

novembre 24, 2011

Comune di Catania

 

CONTRO TUTTE

LE VIOLENZE

 

 10, 14, e 25 novembre 2011 al Palazzo della Cultura

incontri e dibattiti contro tutte le forme di violenza

Il Comitato Pari Opportunità del Comune di Catania, nell’ambito delle attività previste nel Piano delle Azioni Positive per il triennio 2011–2013 organizza una campagna di sensibilizzazione contro tutte le violenze.

Calendario Novembre 2011
Giovedì 10 Novembre c/o Palazzo della Cultura – ore 9,30 / 18,30

• “Ri… ascoltiamoci …in Comune” Tavola rotonda Rotonda
Per rafforzare il ruolo del Comitato Pari Opportunità e condividere azioni, strategie e proposte delle istituzioni e delle associazioni di volontariato presenti nel territorio.

Coordina Carmencita Santagati,
Presidente Comitato Pari Opportunità

Programma
9,30 Apertura lavori e saluti
Interventi

• Natalina Costa, Consigliera Regionale di Parità

• Maria Consoli, Consigliera Provinciale di Parità

• Rita Brischetto, Affido e Politiche per la famiglia

• Stefania Scoglio, Coordinatrice A.N.C.L. Pari Opportunità Catania
“Rientrare in Ufficio dopo i 40 anni e il lavoro delle casalinghe”

• Tiziana Giaquinta
Diventare madri, Gravidanza naturale, fecondazione assistita, adozione – tutele sul lavoro”

• Patrizia Trovato, Associazione Meter

Ore 11.00 Dibattito
Ore 13.00 Rinfresco a cura delle ospiti di Villa S. Maria degli Angeli

Ore 15,30 Ripresa dei lavori

• Corrado Persico, Direzione Famiglia e Politiche Sociali

• Antonia Fragapane, URP Servizi Sociali

• Maria Ferrara, Responsabile Sistema Bibliotecario Centrale Direzione Cultura

• 18.00 riflessioni sugli interventi e conclusioni

Lunedì 14 Novembre – ore 9,30 / 13.00
Giornata dei diritti dei minori – Convegno
Infanzia e adolescenza: diritti, pericoli, tutele

Saranno presenti gli alunni delle scuole secondarie di 1° grado

Programma
• 9.30 apertura lavori e saluti con Raffaele Stancanelli, sindaco del Comune di Catania,
Vittorio Virgillito, Assessore Pubblica Istruzione
Caro Pennisi Assessore Famiglia e Politiche sociali

• Intervento introduttivo Carmencita Santagati, Presidente Pari Opportunità

Relatori
• Don Fortunato Di Noto, presidente Associazione Meter

• Marcello La Bella, Dirigente Compartimento Sicilia Orientale Polizia Postale e delle Comunicazioni Catania
“I ragazzi e la legalità nell’era digitale”

• Emanuela Giaquinta, Consigliera A.D.LeP. Catania
“Adolescenti e madri alle prese con la pubertà – Riflessi nel lavoro e nella scuola

• Sara Aguiari Associazione 25 Novembre
Proiezione Video “Il colore della pioggia”

Adriana Battaglia Pradi Responsabile progetto europeo ” I’m not scared”  “Adolescenza e Bullismo al maschile e al femminile”

• 13,00 chiusura lavori

Venerdì 25 Novembre “c/o Palazzo della Cultura – 0re 9,30 / 19,00

Giornata Mondiale contro la violenza alle donne” Convegno

Saranno presenti gli alunni delle scuole secondarie di 2° grado

Modera Carmencita Santagati, Presidente Comitato Pari Opportunità 

Programma
• 9,30 Apertura Lavori e saluti
Raffaele Stancanelli, Sindaco di Catania

Relatori
• Federica Guagliardo, Psicologa “L’assenza come violenza”

• Graziella Priulla, Docente di Sociologia dei Processi Culturali Facoltà Scienze Politiche Università degli Studi di Catania e autrice del seminario “Corpi e immagini di donne”

• Rita Palidda, Sociologa. Docente Facoltà Scienze Politiche Università degli Studi di Catania

• Marisa Scavo, Procuratore Aggiunto Procura di Catania

Ore 13.30 Rinfresco a cura delle ospiti di Villa S. Maria degli Angeli
Ore 15,30 Ripresa dei lavori

• Ma il Mondo cambia anche in questo? Tavola rotonda
Modera Natale Bruno, giornalista

Interventi
• Santino Mirabella, Magistrato Tribunale di Catania
“Il nemico: lo stalking”

• Carlo Pennisi, Professore Ordinano di Sociologia
del Diritto Università degli Studi di Catania

• Adriana Muliebre, Vice Questore aggiunto della Polizia di Stato
Presidente c.p.o. del Sindacato Italiano appartenete alla Polizia di Stato

• Loredana Piazza, Centro Antiviolenza Tnamaia

• Anna Maria Ciccia, Psicoterapeuta “il femminile e il maschile:
creare nuove trame di straordinaria bellezza

• Marina Virgillito, Presidente Consulta Comunale Famiglia

• Sarà Aguiari e Vera Ambra. Associazione 25 Novembre.
Presentazione video “Decolleté”

• Giovanna Crivelli, UDI – Unione Donne in Italia

• Guido Sciacca, Presidente A.N.C. L. “Come difendersi sul luogo
di lavoro – Stalking, il rapporto con il denaro nella società
moderna”

• 18.00 conclusioni con premiazione concorso letterario
“Donna semplicemente donna’a cura di Vera Ambra e del
Comitato di Catania dell’A.I.C.S.

HANNO COLLABORATO

Associazione 25 Novembre
http://www.venticinquenovembre.it

Associazione Artist&Creatives
http://www.associazioneartistiecreativi.it

Associazione Meter
http://www.associazionemeter.org

Associazione Akkuaria
http://www.akkuaria.com

Centroantiviolenza Thamaia
http://www.thamaia.org

Associazione Aldebaran
http://www.aldebaranct.it

Associazione Prisma
associazioneprisma@email.it

Associazione Asa
http://www.asa-catania.org

Associazione Nazionale

Consulenti del Lavoro

http://www.anclsu.com

Associazione Penelope
http://www.associazionepenelope.it

Associazione Donne Lavoro e Parità
info.adlep@gmail.com

Associazione A.I.C.S. settore cultura
http://www.aicscatania.it

Coop. Sociale S. Maria degli Angeli
villasamarango@tiscali.it

Associazione C.R.I. com. prov.ct
http://www.cri.it

Associazione A.N.D.E.
http://www.andeonline.org

Associazione Mea lux
http://www.mealux.it

Centro Accoglienza

per la Vita e la Famiglia
oratorio.barriera@tiscali.it

Palazzo della Cultura
Via Vittorio Emanuele, 121 – Catania
Comitato Pari Opportunità

• Via S. Agata, 3
Catania • Tel. 095 7425556 • Fax 095 7425542
paritasociale@comune.catania.it

Coordinamento – Sabina Murabito
Segreteria organizzativa – Anna Teresi e Luigi Grasso

Addetto stampa – Francesca Pavano
ufficio.stampa@comune.catania.it
Progetto grafico Comunikare.it

Venerdì 25 novembre
“Décolleté”
nuovo cortometraggio di Sara Aguiari

Sarà presentato domani in anteprima nazionale, nell’ambito del convegno “Giornata Mondiale contro la violenza alle donne” presso il Palazzo della Cultura di Catania, “Décolleté”, nuovo cortometraggio di Sara Aguiari, proprio nella città in cui la regista e scrittrice torinese ha fortemente voluto fondare l’Associazione “25 Novembre”, che lei stessa presiede.
Concepito come nuovo capitolo visuale dedicato al tema dopo il precedente “I want to live“, “Dècolleté” è un film che affronta tuttavia il problema della violenza alle donne da un’ottica differente e più ottimista e propositiva, invitando le donne a non “abbassare la guardia” pur tuttavia senza rinunciare alla propria libertà e a mettere in mostra la propria bellezza. E in tal senso Aguiari ha fortemente voluto come protagoniste tre avvenenti giovani interpreti: Claudia Abate, Cristina Massimino e Alessandra Tavella. Al fianco della filmmaker piemontese ritroviamo come aiuto regista Salvatore Bonaccorsi (presente anche in un cameo nel film stesso), mentre alla fotografia, montaggio e special fx prosegue il sodalizio artistico con la talentuosa visual artist veneta Angelica Lazzarin. A completare il cast Simone Mascali, Marco Massimino e Giovanni Andronico. Notevole l’utilizzo delle più moderne tecniche cinematografiche e metodologie di ripresa (con un sapiente utilizzo della camera a mano), in un lavoro che rimane orgogliosamente e dichiaratamente un “film di strada” dalla colonna sonora particolarmente studiata ed indovinata. La produzione è affidata alla Silver Screen Production, fondata dalla stessa Sara Aguiari.

R.H.Clarke

http://www.venticinquenovembre.it/25novembre2011.htm

Ci…sentiamo su Letteratitudine a proposito dell’ultimo libro di King

novembre 21, 2011

http://letteratitudine.blog.kataweb.it/2011/11/21/22-11-63-stephen-king/#comments

Rilancio qui il post di Massimo:

Se fosse possibile cambiare la storia, tu lo faresti?

Questa domanda è posta su una delle bandelle laterali del nuovo romanzo di Stephen King: “22/11/’63” (Sperling & Kupfer, 2011, pagg. 767, traduzione di Wu Ming 1). Il titolo è una data. La data è quella dell’uccisione del Presidente degli Stati Uniti d’America John F. Kennedy.
Vi riporto la scheda del libro…

Jake Epping è un tranquillo professore di Lisbon Falls, Maine, e il suo posto preferito per fare quattro chiacchiere è la tavola calda di Al. Che ha un segreto: la dispensa in realtà è un passaggio temporale, e conduce al 1958.
Per Jake è una rivelazione sconvolgente, eppure l’incredulità non gli impedisce di farsi coinvolgere nella missione che ossessiona il suo amico da tempo.
“Se mai hai voluto cambiare veramente le cose, Jake, questa è la tua occasione: ferma Oswald quel 22 novembre 1963. Salverai Kennedy. Salverai suo fratello Bob, e Martin Luther King; bloccherai le rivolte razziali. E forse eviterai anche la guerra in Vietnam. Basta che passi per la “buca del coniglio”, sul retro della tavola calda. Non importa quante volte l’attraversi: uscirai sempre sul piazzale di una fabbrica tessile di Lisbon Falls, ore 11.58 del 9 settembre 1958. E non importa quanto a lungo resti in quel passato: al ritorno, nel tuo presente saranno trascorsi due minuti”.
Comincia così la nuova esistenza di Jake nei panni di George Amberson e nel mondo di Elvis Presley, James Dean e JFK, delle automobili interminabili, del twist e del fumo di sigaretta che avvolge tutto. Un mondo nel quale Jake è destinato a conoscere l’amore e a sovvertire tutte le regole del tempo. Fino a cambiare il corso della storia.

https://i2.wp.com/www.gargoylebooks.it/site/sites/default/files/stephen-king-picture-3.jpgCon questo nuovo libro King si confronta con una delle idee più classiche della “letteratura di fantascienza”, riproposta più volte da tanti autori e ripresa spessissimo anche dal cinema: viaggiare indietro nel tempo (con tutto ciò che ne consegue). Ma si confronta pure con uno degli assassinii più celebri e sconvolgenti dell’intero Novecento (e non solo, direi, per gli Stati Uniti d’America): l’uccisione del Presidente John Kennedy (evento, anche questo, trattato innumerevoli volte in saggi, romanzi e film). Inoltre, il pretesto narrativo offre all’autore la possibilità di raccontare l’America di fine anni ‘50.

Che tipo di riscontri ha suscitato, e sta suscitando, questo libro? Tenteremo di scoprirlo nel corso del dibattito, anche grazie ai contributi a cui faremo ricorso.
Intanto vi anticipo queste parole, tratte dalla postfazione del libro firmata dallo stesso King: “Più di mezzo secolo è trascorso da quando John Kennedy fu assassinato a Dallas, ma restano due interrogativi: fu davvero Lee Harwey Oswald a premere il grilletto, e se sì, agì da solo? Nulla di quanto ho scritto in ‘22/11/63 risponderà a tali domande, perché il viaggio nel tempo è solo un’interessante simulazione”.
Ovviamente i temi trattati da questo romanzo si prestano benissimo a essere discussi. Riprendo, dunque, la prima domanda (quella con cui ho iniziato il post)… e ne aggiungo altre (invitandovi a fornire le vostre risposte).

1. Se fosse possibile cambiare la storia, (magari con l’intento di evitare eventi tragici)… sarebbe giusto farlo? Sarebbe lecito? Sarebbe “morale”?

2. Voi lo fareste?

3. Se sì, quale elemento della storia cambiereste?

4. A prescindere dalle influenze sul corso della Storia, se aveste la possibilità di tornare indietro nel tempo… in quale anno vorreste ritrovarvi? E perché?

5. Qual è la vostra opinione sull’assassinio di John F. Kennedy?

6. Conoscete Stephen King? Lo avete mai letto?

7. Se sì, quale dei suoi libri giudicate il migliore?

Questo post ci dà la possibilità di ragionare e discutere su tematiche (a mio avviso) molto interessanti e, contestualmente, di approfondire la conoscenza (e di scambiarci pareri) su uno dei romanzieri più noti e letti del pianeta. In questi anni Stephen King ha scritto all’incirca 50 romanzi e 400 racconti, ha venduto 350 milioni di libri in tutto il mondo e ha ispirato registi famosi come Stanley Kubrick, Brian De Palma, Rob Reiner e Frank Darabont. Nell’ultimo decennio ha ottenuto importanti riconoscimenti da parte della critica: nel 2003 gli è stata assegnata la National Book Foundation Medal per il contributo alla letteratura americana e nel 2007 l’associazione Mystery Writers of America gli ha conferito il Grand Master Award.
Come già accennato, nel corso della discussione conto di segnalare (e chiedo, in tal senso, anche il vostro aiuto) le più interessanti opinioni su “22/11/’63” espresse sui più importanti magazine e quotidiani. A fine post, invece, troverete il booktrailer del libro.
La scrittrice e poetessa Gabriella Rossitto, grande conoscitrice delle opere di Stephen King, mi darà una mano ad animare e moderare il dibattito.
Come sempre, vi ringrazio in anticipo per la vostra partecipazione… che spero possa essere ampia e appassionata.

Massimo Maugeri

http://www.stephenking.com/promo/11-22-63/uk_dust_jacket/

L”intervista a Wu Ming 1, il traduttore, sull’ultimo libro di King:

http://www.wumingfoundation.com/suoni/WM1_Fahrenheit_221163.mp3

LEGGI LE RECENSIONI:

http://www.sperling.it/app/sperling/libro/scheda?isbn=978882005135