“Quattru sbrizzi” di Salvo Basso

 

ma satimi

dincoddu.

Mmazzimi

e stramazzimi.

 

Ma npaci,

na paci de babbi

na paci de morti,

nun miccilassari.

La poesia di Salvo Basso è priva di ridondanza, di compiacimento.

L’autore parla di sè, del quotidiano, in maniera piana e colloquiale, usando il dialetto senza eccessiva soggezione.

Per questo la sua poesia è forte,  è un pugno nello stomaco, non teme nulla, non lascia zone inesplorate.

 

pensu sempri a ttia.

 

E mm’arriminu

comu nmazzu i carti.

 

Ca cuntu

e ricuntu

e ssù ssempri trentanovi.

 

E tu, 

l’asu d’oru

ca mi manca.

 

 

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